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Coteto, la variante manda in pezzi il Pd

Coteto, la variante manda in pezzi il Pd

È lite nelle circoscrizioni sui 350 alloggi pubblici a ridosso dell’Aurelia. Stop dai bindiani: «Basta cementificazione»

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LIVORNO. La variante abitare sociale di Coteto - in altre parole i 350 appartamenti che dovrebbero essere realizzati tra l’Aurelia e via Piemonte, dietro la caserma dei vigili del fuoco – stanno mandando in frantumi il Pd. In realtà della variante si parla almeno dal 2009, in tandem con l’abitare sociale di Fiorentina. Ma i mal di pancia interni al partito sono diventati qualcosa di più ora che l’assessore Bruno Picchi ha iniziato il confronto nelle circoscrizioni.

I lotti interessati dalla trasformazione sono due: quello che guarda verso l’Aurelia, dove la bozza di piano prevede la realizzazione di un parco e della nuova sede di Svs, e quello che guarda a Coteto, con oltre 20mila metri quadri edificabili (è il risultato dello scambio di aree del lodo Femura). L’intenzione - com’è noto - è di realizzare qui circa 350 alloggi tra case popolari e canone concordato. Ma: 1) un quadro chiaro della tipologia di appartamenti ancora non c’è; 2) non ci sono nemmeno i finanziamenti (intanto viene predisposto lo strumento urbanistico, ovvero la variante).

Ad alzare la voce sono stati i consiglieri circoscrizionali che fanno parte del gruppo Democratici Davvero: i bindiani, guidati in città dal consigliere provinciale Antonio Ceccantini. Alla 3, la circoscrizione di Giovanni Battocchi, la capogruppo Alessandra Calcagno ha votato contro il provvedimento e per tutta risposta è stata silurata dal Pd: via la delega, che non è stata ancora riassegnata. E chissà che non saltino fuori nuove sorprese il 15 marzo, quando in circoscrizione arriverà l’assessore Mauro Grassi per parlare di altri cento appartamenti da realizzare, questa volta, in via Goito.

«Vanno dicendo che ho votato come l’opposizione, in realtà quello che è emerso è che un capogruppo, se ha dubbi, non può votare in opposizione al proprio partito, una follia». «Quanto a rapporti politici – taglia corto – ogni partito si organizza come vuole: si vede che il nostro ha deciso di comportarsi in un certo modo. Ma nel merito nessuno mi è venuto contro».

E ora in circoscrizione 4 (quella che abbraccia Coteto) la storia rischia di ripetersi. La “democratica davvero”, Oriana Rossi, spiega perché «se non ci saranno momenti di confronto serio e un ripensamento sul progetto voterò contro». «Il parere della circoscrizione – puntualizza – non è necessario ai fini dell’approvazione della variante in consiglio comunale, ma è fondamentale in termini di partecipazione del territorio». Cosa non convince i bindiani? Intanto l’idea di costruire 350 alloggi come risposta all’emergenza casa: «In città ci sono centinaia di alloggi sfitti, potenziamo piuttosto la società degli affitti».

«In quell’area – continua – come circoscrizione, avevamo previsto un parco: c’è davvero bisogno di cementificare così tanto quando era stato detto dal sindaco non un mattone in più? A Coteto non c’è una mobilità adeguata, è ancora chiusa anche la bretella perché si discute sui sensi unici». In più «non abbiamo ancora visto un piano di suddivisione degli alloggi e non c’è stata alcuna discussione interna al partito. Tutti rimandano dicendo che comunque i soldi per costruire davvero non ci sono, ma intanto si vota la variante». «La vicenda di Calcagno – polemizza – ha dimostrato che dentro al Pd se hai idee diverse vieni allontanato. Se i partito non riesce ad ascoltare le sue menti migliori, quelle che hanno spirito critico, c’è qualcosa che non va...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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