Attenzione
Salviano 2, la protesta ora è scesa in strada
Il consigliere Cannito con il comitato Borgo di Magrignano: «Il problema riguarda tutta la città, sono ancora valide le convenzioni tra Comune e costruttori?»
LIVORNO. «Lo scopo non è trovare colpevoli, ma soluzioni». È con questo spirito che il consigliere comunale Marco Cannito ha accolto l'appello del Comitato di Borgo di Magrignano. I residenti di Salviano 2 hanno contattato i gruppi politici affinché le 400 famiglie non siano abbandonate.
E i rappresentanti della lista civica Città Diversa hanno risposto promuovendo con loro una "camminata di quartiere", per osservare da vicino le opere complementari al piano di lottizzazione di Borgo di Magrignano. Walter Carpentiere e Michele Lucarelli, due membri del comitato, hanno condotto la visita alle infrastrutture incompiute.
Prima tra tutte, la bretella che dovrebbe collegare via dei Pelaghi al distretto socio-sanitario e a via del Levante. Il problema è la mancanza del ponte di attraversamento del Rio Maggiore. Il termine delle operazioni è slittato nel tempo anno dopo anno. E da settembre 2011 i lavori sono stati sospesi. Discorso simile per il tratto tra via Lomi e via della Padula, che dovrebbe unire il quartiere Salviano a Porta a Terra. La strada, battuta solo per poche decine di metri, s'interrompe in aperta campagna: anche qui si aspetta un ponte… Altra bretella mancante su via dell'Uliveta. La strada permetterebbe una miglior comunicazione con via della Valle Benedetta. I lavori, tra i primi a cominciare, sono tra quelli più indietro: ci sono solo i marciapiedi.
Dopo le tangenziali, è la volta della cassa di espansione (sempre su via dell'Uliveta). Il bacino artificiale, con le opere di presa e di scarico, rappresenta una via di fuga per l'acqua in caso di inondazione, ed è previsto per legge con nuove edificazioni in zone di campagna. Decisa con una delibera nel luglio del 2003, la cassa di espansione è ancora incompiuta. Per ultimo, nel cuore di Borgo di Magrignano dovrebbe sorgere un centro commerciale. Ma la costruzione non è mai stata cominciata.
«Questi non sono problemi di un quartiere - spiega Cannito - ma di tutta Livorno. Si parla di collegamenti, di traffico, di viabilità. Senza queste opere tutta la città è bloccata. Negli anni scorsi abbiamo denunciato questi ritardi e ci hanno accusato di catastrofismo. Ora chiediamo se la convenzione tra amministrazione e soggetti attuatori è sempre sostenibile. Se così non fosse, si devono trovare altre soluzioni».
Il capogruppo di Città Diversa propone di fare una serie d'incontri mensili con tutti i soggetti interessati: dall'amministrazione alle ditte, dalle famiglie ai comitati. E chiede alle commissioni consiliari di andare sul posto a verificare la situazione. «Forse l'amministrazione - conclude - pensa che l'attesa sia la scelta migliore. Al contrario, devono essere prese decisioni tempestive per superare questi ostacoli».
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