Il Tirreno

Livorno

Internet veloce? Qui non si è mai visto

di Luca Cinotti
Internet veloce? Qui non si è mai visto

Dalla costa alle colline, c’è una Toscana ancora nel medioevo telematico. Nonostante i dati ufficiali parlino di una copertura del territorio al 96% 

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Da casa della signora Marcella, a San Martino a Ulmiano, fino alla sede del Cnr a Pisa ci sono meno di dieci chilometri. Quindici minuti in automobile, 15 anni o giù di lì sulle strade di Internet e della rete. Perché nel 2012, in Toscana, a un tiro di schioppo dalle città più importanti, capita che ci siano intere frazioni se non interi comuni senza l’accesso alla banda larga, cioè a Internet veloce. E così, mentre nei laboratori come quello di San Cataldo prende vita la connessione più veloce mai realizzata, famiglie e aziende rimangono tagliate fuori dal più grande e globale mezzo di comunicazione. Un “digital divide”, un abisso fra due mondi che corrono a velocità diverse, che stavolta non dipende dalle condizioni economiche o sociali degli utenti, ma da infrastrutture che sono carenti quando non mancano del tutto.

Lo ha dimostrato l’inchiesta che Il Tirreno ha portato avanti nelle ultime settimane, grazie alle segnalazioni dei lettori. Messaggi di sconforto e, talvolta, di rabbia, attraverso i quali si tratteggia un panorama assai meno consolante delle statistiche delle compagnie telefoniche, che parlano di copertura del 90% e rotti del territorio. Dati riportati anche dalla Regione Toscana, secondo la quale (citando Telecom) il 96% dei cittadini potrebbe usufruire della banda larga. E, considerando il wi-fi, cioè il collegamento senza fili, si salirebbe al 98%.

Numeri superottimistici che si devono scontrare, però, con l’obsolescenza delle linee e, soprattutto delle centraline. E così la connessione veloce dal computer di casa diventa un miraggio: non solo nei luoghi più isolati, come nelle valli appenniniche o in alta montagna (circostanza che la stessa Regione, peraltro, conferma ricordando anche il suo impegno di 20 milioni di euro per attivare 13.500 utenze nelle aree rurali), ma anche in zone di pianura o di collina, a poca distanza da città importanti. E qui non parliamo di chi una qualche connessione “fissa” ce l’ha, anche se poi il servizio lascia a desiderare, come spieghiamo nel pezzo nella pagina a fianco. No, le nostre storie sono quelli di chi è completamente tagliato fuori dal web ad alta velocità.

Qualche esempio. Lisa abita a Calambrone, a pochi chilometri sia da Pisa che da Livorno, in un nuovo insediamento residenziale: «Da noi - spiega - l’Adsl manca completamente. E ci abbiamo messo sei mesi per sapere che con gli attuali cavi continueremo a non averla». Nugola, frazione di Collesalvetti. A poca distanza dall’autostrada. Da qui arrivano le segnalazioni di Andrea e Stefania, che lamentano l’assenza della banda larga, presente invece in frazioni limitrofe come Guasticce. Il problema? La mancanza di una centralina “moderna”, che costringe chi ha bisogno di una connessione anche solo decente ad arrangiarsi con le chiavette.

Una soluzione, questa, che per moltissimi è diventata l’unica concretamente praticabile, ma che è tutt’altro che ideale, come dimostra il caso di Orietta: «Vivo a 10 chilometri da Pitigliano e devo collegarmi con una chiavetta. La connessione è lenta e devo praticamente stare sul davanzale della finestra, perché sennò il pc si disconnette del tutto». C’è chi, cercando di poter contare su qualche megabit in più, ha fatto anche da “pendolare” fra i vari operatori di telefonia mobile, ma senza grossi risultati.

Altri raccontano di inseguire da anni il miraggio dell’Internet veloce, ma senza risultati: «Nella zona di Forcoli-Baccanella-Montanelli - scrive Paolo Meini - è dal 2002 che Telecom dice che la centralina è vecchia e non aggiornabile. I soldi che paghiamo di bolletta, però, sono buoni e spendibili....». Qualcuno, in questa zona, si è anche rivolto - senza successo - al Comune di Palaia: «La risposta (sempre la più comdoda) - spiega Filippo Orsini - è stata che “i gestori non hanno le utenza sufficienti per installare la linea Adsl”. Il problema non è visto per quello che è nella sua gravità: oggigiorno tutto si fa con Internet e nel 2012 tutti i comuni dovrebbero garantire almeno una connessione decente anche per chi ci lavora».

Osservazione, quest’ultima, che apre un altro versante del problema, sicuramente non il meno importante: le ripercussioni sulle imprese di questo digital divide tecnologico e strutturale. Succede nel comune di Riparbella, ma anche nella terra dei grandi vini di Bolgheri. E poi nella zona delle cartiere sopra Pescia. Tutti territori costretti a rimanere appesi ai capricci delle chiavette, mentre gli affari rischiano di scappare sotto il naso, come spiega Marco Pellegrini, del Ristorante hotel Romito: «Pur avendo la linea abilitata, per problemi di distanza dalla centrale, non abbiamo Adsl. Ormai quasi tutti i clienti la chiedono ma qui da me pare impossibile attivarla. Mi arrangio con una chiavetta con ovvii limiti di traffico».

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