Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Danno ambientale La Provincia parte civile

di Francesca Gori
Danno ambientale La Provincia parte civile

Il capo della protezione civile Franco Gabrielli al summit dell’unità di crisi: «La priorità resta quella di trovare altri superstiti a bordo della nave»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La Provincia si costituirà parte civile. E qualunque danno, di natura ambientale, che verrà causato da questa tragedia, sarà pagato dalla società Costa. Il presidente della Provincia Leonardo Marras, questa idea, non la grida ancora ai quattro venti. Ci sono altre priorità, per ora. Trovare altre persone vive in quella lista di dispersi ed evitare che da quella nave esca anche soltanto un litro di carburante. Sperando nel bel tempo. L’incognita è proprio quella: il vento e il mare che potrebbero rallentare le operazioni per svuotare i serbatoi della Concordia. «Qualunque cosa accada - dice però Marras - ci costituiremo parte civile». E domani il governo, durante il Consiglio dei ministri, darà il via libera allo stato di emergenza.

Ieri mattina, all’unità di crisi della protezione civile di Grosseto le riunioni si sono susseguite una dietro l’altra. È arrivato Franco Gabrielli, il capo della protezione civile. Ed è arrivato anche l’ad di Costa, Pierluigi Foschi, che ha dato tutta la disponibilità a collaborare con le istituzioni del territorio.

Il presidente della società ieri mattina ha voluto evitare le domande dei cronisti. È uscito da una porta laterale, è salito sulla sua Audi ed è ripartito. Dal centro ha raggiunto l’ospedale Misericordia dove è andato a trovare Manrico Giampietroni, il commissario eroe che venerdì notte ha salvato tante persone in difficoltà, prima di volare all’isola del Giglio.

I volti del prefetto, del questore, del comandante provinciale dei carabinieri erano segnati da notti in bianco e pasti saltati. Ma ieri mattina, al summit organizzato in protezione civile, c’era anche il comandante regionale della capitaneria Ilarione Dell’Anna. Non era una sfilata di divise e mostrine. Tutta quella gente che ieri mattina è arrivata in Maremma per incontrare chi in questa terra da venerdì lavora giorno e notte, era qui con uno scopo preciso: salvare altre vite, trovare quelle persone che ancor non rispondono all’appello e cercare di evitare un disastro ambientale che potrebbe avere una portata spaventosa. «Devo fare un plauso sincero e convinto sia ai gigliesi che alle istituzioni - che da venerdì stanno gestendo l’emergenza con un’intelligenza istituzionale che non sempre riscontro nel Paese». La memoria corre a vicende passate. Ma non c’è polemica nelle parole del capo della protezione civile. L’uomo delle emergenze è volato poi all’isola del Giglio.

Prima di salire sulla sua auto, però, Gabrielli ha ricevuto una telefonata. Altri cinque morti, trovati dopo che i sommozzatori erano riusciti ad entrare dentro la Concordia. È bastata una carica di esplosivo per vedere al di là dell’acciaio della nave. La lista che la prefettura ha diffuso ieri mattina, dove i dispersi, ieri mattina, risultavano essere 29, si è assottigliata in un colpo. Nei volti di chi era in piazza Dante, ieri mattina, ai segni della stanchezza, si sono aggiunti quelli della disperazione. Altre cinque salme, per ora senza nomi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore