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Livorno

Da chi scappava il camionista? «Forse non fuggiva dai cani»

Da chi scappava il camionista? «Forse non fuggiva dai cani»

Da chi scappava Vito Guastella quella mattina del 28 febbraio? Correva verso la rete del piazzale per sfuggire ai cani o sul posto c’era qualcun’altro? Un’ipotesi che è al vaglio del pool di esperti che sta lavorando sul caso dei cani killer.

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Nuovi inquietanti interrogativi si rincorrono sulla morte del camionista siciliano di 50 anni sbranato da un branco di 8-9 cani sull’Arnaccio, poco prima del Biscottino. A tredici giorni dalla tragedia, il giallo si infittisce. Troppe tessere mancanti, troppi buchi che non permettono al puzzle di ricomporsi. Lo sottolinea anche l’avvocato Jose’ Libero Bonomo, che rappresenta Daniele Giuseppe Di Leo, il titolare della omonima ditta di trasporti che gestisce il piazzale della tragedia. Oggetto delle indagini, la dinamica dei fatti, che potrebbe essere diversa da quella finora emersa finora. «Ci sono elementi nuovi, anche inquietanti, che rimettono in discussione la dinamica - spiega Bonomo - Non posso aggiungere altro. Stiamo aspettando i riscontri dell’autopsia. C’è grande collaborazione con la Procura, nel cui lavoro siamo assolutamente fiduciosi, e con tutti i soggetti in campo». Come ha più volte detto anche l’avvocato Antonino Sugamele, che rappresenta la famiglia della vittima, ci sono troppe cose che non quadrano in tutta la vicenda. A partire dai motivi che hanno spinto Vito Guastella a correre per 20-30 metri verso la rete del piazzale, cioè in direzione opposta rispetto alla cabina del suo mezzo. Se fosse salito a bordo, molto probabilmente si sarebbe salvato. Ma non si esclude che qualcos’altro abbia indotto Guastella ad andare verso la rete.

Ci si chiede anche perché il corpo sia stato trovato dopo circa due ore dall’aggressione. E come mai nessuno abbia sentito il ringhiare e l’abbaiare dei cani e poi le grida del camionista, vittima di una morte straziante. Se lo chiede anche l’avvocato Sugamele: «È davvero strano che nessuno abbia udito i rumori, come ad esempio il rombo del motore del mezzo, che è rimasto sempre acceso. Stiamo lavorando per dare risposte a queste domande e abbiamo piena fiducia negli inquirenti».

117©RIPRODUZIONE RISERVATA

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