Il Tirreno

Livorno

Anche la A si fa precAria con il flash mob giovane

di Martina Corirossi
Anche la A si fa precAria con il flash mob giovane

Un fischio, un segnale simile a un "ciak si gira" e parte l'azione. Ieri pomeriggio decine di ragazzi si sono radunati in piazza Attias per dare vita a un flash mob contro il precariato...

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LIVORNO. Un fischio, un segnale simile a un "ciak si gira" e parte l'azione. Ieri pomeriggio decine di ragazzi si sono radunati in piazza Attias per dare vita a un flash mob contro il precariato giovanile. Flash mob è un termine composto dalle due parole inglesi "improvviso" e "folla". Si organizza con l'aiuto di Internet e ci si ritrova tutti in un luogo pubblico per dare vita a gesti insoliti. Nato con intenti spettacolari, è sempre più uno strumento pacifico di protesta e denuncia.

È il caso dell'iniziativa organizzata ieri pomeriggio dalla Cgil insieme ai Giovani Democratici, i giovani Idv e quelli della Federazione dei Comunisti Italiani. Una ventina di figuranti si aggirano per piazza Attias sostenendo cartelloni con alcune lettere dell'alfabeto a caratteri cubitali. Al suono del fischio si compattano dando vita alle parole "Giovani Precari", sfruttando la gigantesca A.

Poi, in veste di coreografo d'eccezione, il comico Claudio Marmugi dirige i manifestanti che si mettono in fila per simulare una di quelle interminabili code agli sportelli dei centri per l'impiego. Si spingono, cercano di sopraffarsi inutilmente: nessuno riesce a raggiungere lo sportello e ottenere l’agognato posto fisso. Ci sono anche precari delle scuole materne e asili nido, quelli del porto e i rilevatori del Comune.

«L’80 per cento dei nuovi avviamenti – sottolinea Barbara Celati, Cgil – è costituito da precari che vanno a sostituire i normali lavoratori». Non è mancata l’ironia sulle dichiarazioni del premier Monti sulla “monotonia” del posto fisso. Un altoparlante ha diffuso le note di “Non m’annoio”, di Jovanotti. «Quello che ci ha annoiato – dice Dinora Mambrini, consigliere comunale Pd – è la mancanza di diritti, proposte concrete e prospettive».

Dal “No al nucleare” al taglio simbolico dei costi della politica, senza dimenticare il maxi striscione calato dalla sede del call center di Porta a Terra e il coro gospel all’Ipercoop: anche la nostra città si è fatta contagiare da questo fenomeno made in Usa. Sempre nei dintorni di piazza Attias, il 25 febbraio, a dare vita alla protesta colorata è stata l’associazione “Le Ali Morali”: in settanta hanno prestato il volto a valori diversi (cartelli con le scritte Onestà, Fiducia...) per incoraggiare tutti ad «essere il cambiamento che vuoi vedere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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