Italia
L’incubo da gioà al Lotto
Mi son svegliato di soprassalto, sudavo come un nero in una piantagione di 'otone. La mi' moglie spaventata mi dice subito: "Te lo dicevo d'un mangià gli zerri sotto ir pesto la sera!". Io,...
Mi son svegliato di soprassalto, sudavo come un nero in una piantagione di 'otone. La mi' moglie spaventata mi dice subito: "Te lo dicevo d'un mangià gli zerri sotto ir pesto la sera!". Io, ripresomi, ni spiego l'accaduto: la digestione 'un c'entra. E' che mi son sognato d'esse' in una 'amera tipo firmi di Dario Argento. Ero sdraiato sul letto. Ti vedo apparì tre donne mezze gnude. Erano la Fornero, la Merkel e la 'amusso. Letiavano sullo spredde, sulla Grecia e sull'artiolo 18. Poi, all'improvviso, mi puntano l'indici 'ontro e mi diano: “La 'orpa è tua! 'un credi all'Euro, sei un ecchìssé lavoratore autonomo, donque un potenziale evasore e c'hai sulle scatole i doiccelande uberallessé! Ora ti si leva la penzione!”. Io dopo un attimo di smarrimento mi riprendo e ni fo: "Ma io la pensione 'un ce l'ho mia ancora! Deh, e c'ho da aspettà 'na cea, c'ho una finestra di diciotto mesi!". Loro, sempre più diabolie, mi rispondano: “E noi ti s'allarga la finestra!". 'Un vi dio cosa n'ho urlato! Poi una vorta sveglio ho penzato fra me e me: "O se gioassi ar lotto vesto sogno?". Detto fatto, un diecino su tutte le rote: la Befana, la ciuffona e culo a serva! Terno secco! Sortito! Se lo sa Monti, son convinto vole la percentuale!
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google