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Commissione sui bidoni tossici ma Arpat non c’è

LIVORNO. «I primi test escludono problemi alla catena alimentare, non c’è da fare allarmismo, anche in vista dell’apertura della stagione balneare». Lo ha detto ieri mattina l’assessore provinciale...

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LIVORNO. «I primi test escludono problemi alla catena alimentare, non c’è da fare allarmismo, anche in vista dell’apertura della stagione balneare». Lo ha detto ieri mattina l’assessore provinciale Nicola Nista nel corso della commissione ambiente convocata a Palazzo Granducale per parlare dei 198 bidoni tossici persi il 17 dicembre scorso dall’Eurocargo Venezia al largo della costa livornese. Per ora ne sono stati individuati 96, più 18 sacchetti (perché alcuni fusti si sono aperti in fondo al mare). La commissione si è aperta con una polemica per l’assenza dei funzionari provinciali di Arpat che - fa sapere il coordinatore Antonio Ceccantini (Pd) - non hanno avuto l’autorizzazione dell’ufficio regionale. Perché?

In attesa di vedere il piano di recupero che dovrà essere presentato da Grimaldi entro il 20 marzo, Nista ha ribadito la necessità di «individuare e recuperare tutti i fusti, al di là degli esiti delle analisi».

La capogruppo del Pdl, Costanza Vaccaro, ha chiesto alla Provincia di costituirsi parte civile come capofila dei comuni del territorio che «come minimo hanno subito un danno di immagine». «Un’azione - ripete – che servirebbe da esempio per tutti coloro che inquinano il nostro mare, diventato un crocevia di sostanze nocive». Nista ha risposto che «ci penseremo, valuteremo col nostro ufficio legale al momento opportuno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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