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Centinaia di milioni per togliere la nave dal Giglio

di Francesca Gori
Centinaia di milioni per togliere la nave dal Giglio

La Concordia dovrebbe essere rimossa intera: sei i progetti in gara. Si lavorerà anche d’estate

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ISOLA DEL GIGLIO. Per un’ora, hanno cercato di capire quale fosse il futuro di quella nave al quale è appeso anche quello dell’isola. Ma ai gigliesi, ieri, non sono state date troppe spiegazioni. Il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli è tornato sull’isola, questa volta per parlare dei progetti per la rimozione della Concordia. Progetti, però, che per ora restano top secret. Sono sei quelli in corsa per l’approvazione, uno solo sarà scelto dalla società che a Londra sta studiando calcoli e planimetrie per decidere il più vantaggioso. Non in termini economici, però. Perché rimuovere la nave, costerà alla società e alle sue compagnie di assicurazione «centinaia di milioni di euro». Una cifra astronomica, per un lavoro che nel mondo non è mai stato fatto prima e sul quale la società che vincerà l’aggiudicazione del progetto, si giocherà tutta la sua credibilità.

Gabrielli, con i gigliesi è stato chiaro. I lavori, una volta cominciati, proseguiranno anche durante l’estate, in piena stagione turistica, quindi. Ma saranno tutti a basso impatto.

E i piani operativi, quelli sui quali si sta concentrando l’attenzione della Costa e dei tecnici del ministero, sono quelli che prevedono la rimozione della nave intera. Ma da Genova, dalla sede della società guidata da Pier Luigi Foschi, arriva anche un’altra opzione: quella di utilizzare interventi tecnici di rimozione di alcune sovrastrutture esterne della nave, come ad esempio l’albero di prora per consentire una più agevole rimozione dello scafo. Un’ipotesi questa, contenuta in alcuni dei sei piani operativi per la rimozione della Concordia. Erano dieci, inizialmente, le società che hanno partecipato alla gara di appalto. Ora sono rimaste sette e due si sono associate per presentare un progetto comune. Progetti difficili da valutare, che devono essere studiati prima di prendere una decisione. Ma la Costa spinge il piede sull’acceleratore. Entro una decina di giorni la società ha intenzione di scegliere il progetto migliore. E i lavori potrebbero essere affidati. Poi ci saranno i tempi tecnici, quelli per firmare i contratti e sbrigare tutte le formalità. Ma dopo Pasqua, il cantiere sarà aperto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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