Gioco
Un concorso onesto fatto per chi crede davvero nella musica
Artisti e appassionati si mobilitano e inviano i loro appelli agli organizzatori: salvare la manifestazione
Alla notizia che il Premio Ciampi, assediato dai tagli alla cultura, avrebbe potuto saltare, altri musicisti e appassionati del settore si sono mobilitati. Ecco altri appelli arrivati agli organizzatori.
Gianfranco Reverberi, compositore e collaboratore di Piero Ciampi: «Ciampi non è solo un'opportunità per giovani cantanti. Di tanti festival e concorsi dedicati ad un cantautore che esistono in Italia è uno dei più seri, non ha scopo di lucro ma è fatto da persone che ci credono davvero».
Ashley Hutchings, premio internazionale alla carriera nel 2004, fondatore di Fairport Convention, Steeleye Span, Albion Band e padre del folk-rock britannic o: «Il Premio Ciampi è stato il primo nel mondo a riconoscere il mio lavoro e a assegnarmi un premio alla carriera. E io lo considero più prezioso di altri riconoscimenti che ho ottenuto nel mio paese, l’ Inghilterra, perché è stato il primo e perché l’Italia ha un posto speciale nel mio cuore».
Mark Powell (Esoteric Recordings, Londra) : «La prima volta che sono stato al Premio Ciampi è stata nel 2006, quando Wolly Wolstenholme of Barclay James Harvest vinsero un premio alla carriera e si esibirono al teatro Goldoni. L’evento è il più importante collegamento tcon i musicisti inglesi e americani. Dà loro la possibilità di esibirsi in Italia e valorizza anche il talento musicale italiano muovendosi su basi internazionali. L’evento è unico e deve vivere, se dovesse scomparire la musica italiana e quella internazionale diventerebbero più povere».
Juan Andrés Garcia Romàn, poeta spagnolo vincitore nel 2010 del Premio Ciampi internazionale di poesia :
«Con questa dichiarazione voglio esprimere tutta la mia rabbia dinanzi alla possibile chiusura del Premio Ciampi e la mia totale sfiducia nei confronti di politici subordinati e arresi all'ordine economico e burocratico che sta trasformando la nostra Vecchia Europa in un qualcosa di definitivamente obsoleto e inservibile. Non è lontano il giorno in cui il nostro continente che aveva accolto forse il più florido scambio interculturale mai verificatosi, assumera le sembianze di un definitivo museo da "mondo in miniatura" in cui le nostre classi medie, se ancora ci saranno, verranno ridotte a pulire i pisciatoi del grande padiglione dell'Europa, amministrato dai magnati e daI mafiosi di tutte le latitudini. Uno scenario inevitabile quando all'estinzione di un progetto economico europeo si unisce il discredito per una cultura, la nostra, che con i suoi difetti e le sue virtù, ha offerto al mondo bellezze indiscutibili come la Carta dei Diritti Umani. Restiamo dunque in balia dei mercati. Spetterà alle generazioni future giudicare noi che abbiamo inventato l'Umanesimo e siamo riusciti a trasformarlo in questa maleodorante concimaia».
Working Vibes Reggae Band: «Un’ottima occasione di confronto culturale oltre che musicale per tantissimi gruppi ed artisti, rassegna che tiene viva la memoria di un vero e proprio poeta come è Piero Ciampi, sempre attuale anche ai giorni nostri. Il premio che abbiamo ricevuto nel 2008 reinterpretando il brano "Te lo faccio vedere chi sono io" del poeta livornese è stata per noi non soltanto una grande occasione per farci conoscere di più in giro per la penisola, abbiamo sempre avuto il piacere di suonare dal vivo questa canzone apprezzatissima dal nostro pubblico reggae, versione che abbiamo inserito nel nostro ultimo lavoro "Italia solo andata" uscito sul mercato nel settembre 2011. La validità poetica e culturale di questo brano, soprattutto di questi tempi, sottolinea non solo una crisi economica ma anche di valori, in questa nostra nazione dove la cultura, quella vera, è posta sempre più ai margini. Perdere una rassegna come il Premio Ciampi sarebbe un ulteriore impoverimento per il già fragile organismo della musica italiana, ci auguriamo quindi di vedere vivere sempre più questa rassegna e di vederla sempre più rafforzata.
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