Il Tirreno

Livorno

Sbranato dai cani Dubbi dei periti

di Lara Loreti

L’avvocato della famiglia della vittima fa analizzare il tir «Qualcosa non va nella ricostruzione dell’aggressione»

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LIVORNO. «C’è qualcosa che non torna nella ricostruzione della dinamica dell’aggressione, rispetto anche a quanto emerso dall’autopsia. Vogliamo vederci chiaro: è per questo che io e miei periti, medico legale di parte in primis, vogliamo approfondire l’indagine sulla morte di Vito Guastella».

È determinato l’avvocato Antonino Sugamele, che assiste la famiglia Guastella-Salato, quando parla della morte del camionista di 50 anni sbranato da un branco di cani martedì 28 febbraio sull’Arnaccio. Sono diversi gli interrogativi che si pone il legale: «Prima di tutto mi chiedo perché il camion non sia stato sequestrato dagli investigatori. Io penso che sarebbe stato importante invece analizzare il mezzo e capire se c’erano delle anomalie». Guastella al momento dell’aggressione, in base a quanto emerso dalle indagini, stava agganciando il rimorchio – che aveva lasciato in sosta sul piazzale gestito dalla ditta di trasporti Di Leo - alla motrice. «Io credo che il mezzo debba essere sottoposto a una perizia anche per capire i movimenti fatti dalla vittima: c’è qualcosa che non quadra. Mi domando infatti perché il camionista non sia salito a bordo del tir, cosa che, molto probabilmente, gli avrebbe garantito la salvezza».

Il camion non è mai stato sequestrato dai carabinieri e dalla Procura che coordina l’inchiesta: gli inquirenti non hanno ritenuto necessario sigillarlo in quanto non direttamente connesso all decesso.

Intanto procedono le indagini per capire a chi appartenessero gli otto-nove cani del branco che ha attaccato mortalmente il camionista. Per ora restano tre gli indagati: la romena Rodica Trofin, 52 anni, il camionista Claudio Giacalone, 58, Daniele Giuseppe Di Leo, titolare della ditta di trasporti e proprietario del piazzale dove stanziavano i cani.

Ieri mattina invece, dopo dieci giorni di tentativi, è stato catturato l’ultimo cane del branco. La task force di veterinari della Asl, vigili urbani e carabinieri ha individuato il cucciolo, un maschio di circa un anno e mezzo, di grossa taglia. Per prenderlo i veterinari hanno dovuto agire in un luogo circoscritto. Fondamentale l’intervento della romena che ha fatto entrare l’animale nella sua roulotte. Lì i veterinari l’hanno immobilizzato, colpendolo con un dardo anestetizzante. Erano giorni che sfuggiva alla cattura. Gianfranco Giannardi, capo del servizio Prevenzione dell’Asl, spiega perché: «Questo cane s’è rivelato particolarmente sveglio. Inoltre, nel momento in cui noi nei giorni scorsi lo abbiamo colpito più volte con il sedativo, l’animale ci ha associato al pericolo. Ecco perché scappava. L’unico modo per bloccarlo era agire in un ambiente circoscritto. Infatti - prosegue l’esperto - nel caso in cui la roulotte della romena non avesse funzionato, ci eravamo già organizzati col Comune di Colle con delle transenne da mettere nel piazzale per creare un luogo chiuso». Il cucciolo ora è con altri cani nel canile di Crespina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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