Gioco
Noi lavoratori beffati senza pensione e senza più mobilità
LIVORNO. «Non si tratta di colori politici, ma di cittadini che dopo 38-39 anni di lavoro, si ritrovano senza niente». I rappresentanti del Comitato dei lavoratori in mobilità lanciano l'appello...
LIVORNO. «Non si tratta di colori politici, ma di cittadini che dopo 38-39 anni di lavoro, si ritrovano senza niente». I rappresentanti del Comitato dei lavoratori in mobilità lanciano l'appello durante la seduta della Commissione speciale emergenza occupazionale della Provincia, che si è riunita ieri pomeriggio per ascoltare le testimonianze di chi la crisi del lavoro e delle pensioni la vive sulla propria pelle.
Al centro della discussione ci sono loro: i “beffati dalla Fornero”, le vittime più sfortunate della riforma Monti. Ex operai, impiegati, lavoratori, che avevano uno, due o tre anni di mobilità prima di accedere alla pensione, ma che a causa del decreto "salva Italia" e dello slittamento dell'età pensionabile si troveranno nel limbo. Fuori dal mondo del lavoro e dalla pensione.
«Queste persone sono state licenziate avendo chiaro il percorso che li avrebbe accompagnati alla pensione», spiega Enrico Pedini, dirigente sindacalae dei metalmeccanici (Fiom Cgil). «Sapevano che avrebbero raggiunto i requisiti necessari: invece le norme, retroattive, lasciano il lavoratore scoperto. L'ingiustizia è evidente».
«Il primo danno lo ha fatto la legge Sacconi nel 2010 – ricorda Enzo Cozzolini, portavoce del Comitato – con l'allungamento della finestra per la pensione di un anno. Ora la nuova riforma accentua la gravità del problema. Stiamo parlando di veri e propri drammi umani, di persone che dopo aver perso il lavoro calcolavano di terminare la mobilità andando in pensione, e ora si trovano un buco temporale devastante».
Il Comitato, nei giorni scorsi, ha inviato una lettera agli enti locali, chiedendo appoggio a tutti i gruppi politici, senza distinzioni, affinché si facciano carico di far conoscere questa situazione paradossale e aiutino i lavoratori a sensibilizzare opinione pubblica e governo sul tema.
La richiesta non è rimasta inascoltata a Palazzo Granducale. «Sono state cambiate le regole del gioco in corsa, – afferma l'assessore Ringo Anselmi – siamo disponibili a sostenere quella particolare categoria di lavoratori che, grazie ad accordi prestabiliti, con la mobilità avrebbe raggiunto l'età pensionabile».
I consiglieri provinciali (da Mirabelli e Coluccia del Pd a Malanima del Pdl, da Celanti di Idv a Adriani di Sel e Mazzola del Pdci) si sono mostrati solidali con gli ex lavoratori, che di fatto avevano acquisito un diritto che è stato tolto loro in un secondo momento.
La Commissione scriverà a breve un documento al riguardo e solleciterà l'omonima Commissione regionale. Spetterà poi alla conferenza dei capigruppo decidere come procedere.
Due le possibili opzioni: dare il via a una mozione unitaria, oppure portare il dibattito in Consiglio provinciale a fine mese e divulgare il documento nei consigli comunali del territorio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google