Il Tirreno

Livorno

Lui fa gli straordinari, io sono a spasso

«Mio fratello lavora in una ditta artigiana, il padrone gli chiede spesso di fare ore extra perché per fortuna il lavoro non manca». Paolo - ex dipendente di una impresa edile, poi rimbalzato di...

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«Mio fratello lavora in una ditta artigiana, il padrone gli chiede spesso di fare ore extra perché per fortuna il lavoro non manca». Paolo - ex dipendente di una impresa edile, poi rimbalzato di lavoretto precario in lavoretto precario - racconta di aver chiesto all’uno e all’altro di dare a lui il lavoro extra. Gli hanno risposto picche: il fratello perché «è con gli straordinari che riesce a pagare l’università al figlio più grande», il datore di lavoro perché «con uno che lavora già con lui crede che sia più facile intendersi al volo e avere quella fiducia indispensabile nelle piccole realtà produttive».

Lui dice di aver tentato anche la carta del mettersi in proprio: inutilmente («non ti puoi improvvisare commerciante, meno che mai in un periodo di crisi come questo in cui ognuno sta attento anche agli spiccioli: io mi sono fermato in tempo»).

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