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Livorno

Il Cisternone cede, verrà transennato

Il Cisternone cede, verrà transennato

Sopralluogo di Comune e Asa. L’assessore Tredici: infiltrazioni nel soffitto del porticato, bisogna garantire sicurezza

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LIVORNO. Non solo frammenti caduti dai basamenti delle colonne, ma anche infiltrazioni nel solaio sopra al portico. Ecco perché il Cisternone sarà transennato. Non con la fettuccia bianca e rossa, in cui era avvolto finora, ma con transenne vere e proprie. Questa la decisione presa a seguito del sopralluogo alla struttura che si è tenuto ieri mattina, al quale erano presenti Comune e Asa, in qualità di proprietario e gestore dell’immobile.

Tutto è cominciato con la nevicata dei primi di febbraio. Il peso della neve e poi il ghiaccio devono aver indebolito la struttura. A terra, intorno alle colonne, sono caduti grossi agglomerati di pietra (frammenti delle stesse colonne). Così Asa ha deciso di interdire al passaggio dei pedoni tutto il porticato e la zona circostante. Da allora, il porticato del Cisternone è rimasto fasciato nella fettuccia, mentre Comune e Asa hanno cominciato a valutare chi, a livello economico, avrebbe dovuto occuparsi di un eventuale intervento di recupero. Solo ieri, a distanza di oltre un mese dalla nevicata, c’è stato il sopralluogo ufficiale al Cisternone. Una visita congiunta (Comune e Asa), in cui è emerso che l’edificio ha effettivi problemi di cedimento. Tanto che il Comune per garantire la pubblica incolumità ha deciso di transennarlo e di vietare il passaggio sotto il colonnato. «Oltre alle pietre cadute dai basamenti delle colonne - dice Mario Tredici, assessore alla cultura presente al sopralluogo - si osservano probabili infiltrazioni nel soffitto sopra il colonnato, dal basso si intravedono ipotetiche linee di frattura. Intendiamoci, non ci sono pericoli di crolli, ma per ragioni di sicurezza è meglio chiudere il colonnato».

Nei prossimi giorni il Comune effettuerà verifiche tecniche più approfondite per valutare l’intervento di riqualificazione. Ancora non è chiaro chi si accollerà il finanziamento di questi lavori, se il Comune o Asa. «Prima bisogna valutare cosa c’è da fare - dice ancora Tredici - poi ragionare delle disponibilità economiche».

Tra l’altro la ristrutturazione dovrà includere anche un trattamento chimico che freni lo sfarinamento dell’arenaria con cui è realizzato il Cisternone. «È un materiale fragile - termina Tredici - e gli agenti inquinanti deteriorano la facciata. Nel 2001 Asa si occupò della ristrutturazione, durante la quale l’intero immobile fu coperto con questo prodotto. Il trattamento andrebbe ripetuto circa ogni 5 anni, invece fino ad oggi non è più stato fatto. Il progetto di recupero dovrà includere anche questo tipo di intervento».

(a.c.)

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