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La direzione Asl apre un’inchiesta interna sulle protesi al seno
Costituita una commissione per verificare il rispetto delle procedure di impianto. L’azienda non commenta
LIVORNO. Asl ha deciso di verificare, tramite un’inchiesta interna, le procedure che vengono seguite per interventi di impianto di protesi mammarie. Una decisione legata al fatto che gli stessi operatori sanitari hanno riscontrato “particolarità” nel percorso di acquisizione del materiale da impiantare.
A mettere nero su bianco la nascita della commissione di inchiesta è la stessa azienda sanitaria. La determinazione 82 del 26 gennaio scorso, disponibile sul sito dell’Asl 6 parla chiaro. È la stessa direttrice Calamai che firma il documento in cui si spiega che «si è reso necessario procedere a una verifica sull’attività sanitaria effettuata a qualsiasi titolo (istituzionale o libera professione) per conto dell’Asl 6 di Livorno e relativa alla corretta osservanza delle procedure di impianto di protesi mammarie».
A rendersi conto che qualcosa nell’iter legato agli interventi per le protesi mammarie non tornava è stato un medico della stessa azienda, come si chiarisce nella determinazione. «Un dirigente medico - si legge nel documento - del presidio ospedaliero ha reso noto alla direzione sanitaria che il percorso di acquisizione del materiale impiantabile da lui utilizzato in un intervento di chirurgia plastica non è stato coerente con le procedure tipiche della pubblica amministrazione».
L’Asl ha quindi deciso di costituire una Commissione di inchiesta interna, «per la verifica sull’osservanza delle procedure di impianto protesi mammarie».
I componenti della commissione, chiamati a verificare la correttezza dell’intero iter relativo a interventi di protesi alla mammella effettuati per conto dell’Asl 6, sono (come si legge nella determinazione) Luca Bianciardi, direttore sanitario dell’ospedale, Luca Cei, direttore amministrativo dell’Asl, Francesca Azzena, responsabile farmacia ospedaliera, Lucilla Briganti, referente settore giuridico libera professione dell’unità operativa gestione risorse umane e un consulente settore analisi della produzione, «nonché qualsiasi altra figura professionale - si legge ancora nel documento - venga ritenuta necessaria dalla commissione all’espletamento della verifica».
L’Asl, che abbiamo contattato per chiedere chiarimenti, ha preferito non commentare l’istituzione della commissione di inchiesta.
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