Gioco
Gli americani vogliono affettare la Concordia
Alcuni esperti tirano la volata al taglio in tronconi della nave. Il sindaco del Giglio indignato: «Un attentato all’ambiente»
ISOLA DEL GIGLIO. Mentre giovedì si dovrebbe sapere finalmente qualcosa di più sui piani presentati alla Costa, (8 dopo la rinuncia di due compagnie) per rimuovere il relitto della Concordia dall’Isola del Giglio, dagli Usa arriva, con notevole tempismo, un intervento a favore del taglio della nave in tronconi invece che la rimozione tutta intera. L’ipotesi, che ha provocato l’immediata e sdegnata reazione del sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, arriva da alcuni esperti al sito di Scientific American, che potrebbe in questo modo “tirare la volata” alle compagnie americane che partecipano alla gara per rimuovere il relitto. Secondo gli esperti Usa, il taglio della nave in tronconi sul posto è quello che darebbe maggiori garanzie per risolvere il problema di rimuovere un relitto che è grande il doppio del Titanic.
L’ipotesi più indicata per risollevare la Concordia è sempre stata l’utilizzo di palloni posti sotto la nave che una volta gonfiati dovrebbero raddrizzarla, ma ecco che gli esperti Usa sollevano dubbi sulla fattibilità della cosa: «Tutti parlano dei palloni ma non ne esistono di così grandi per fare il lavoro da soli - spiega Mike Lacey, segretario dell’ International Salvage Union, l’associazione delle società di recupero - potranno sicuramente aiutare ma dovranno essere affiancati da qualche altra cosa».
Ecco che quindi gli esperti Usa arrivano alla logica conclusione dei loro argomenti: l’ipotesi più probabile è che la Concordia venga “affettata” in pezzi da 200-300 tonnellate, e i detriti risultanti aspirati con magneti di tre metri di diametro: «Questo potrebbe essere fatto in sei mesi - spiega in conclusione Lacey - sarebbe inutile cercare di recuperare il relitto per rimetterlo in mare, nessuno vorrebbe più viaggiarci».
Un’ipotesi questa che ha fatto rizzare i capelli in testa al sindaco del Giglio, Sergio Ortelli: «Affettare il relitto della Concordia vuol dire venire meno a tre principi fondamentali che fino ad oggi hanno orientato tutte le operazioni sulla nave: il rispetto dei cadaveri che ancora sono nello scafo (sette, ndr) e dei parenti delle vittime, la tutela dell’ ambiente e quella delle attività socio economiche dell’Isola. Affettare la Concordia, per me, è un attentato all’ambiente».
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