Gioco
Una scala livornese per i nuovi Uffizi
E’ stata costruita interamente in ottone brunito ed è stata installata nel cortile della Vecchia Posta
C'è una azienda livornese nel pool di imprese impegnate nella realizzazione della nuova ala dei "Grandi Uffizi" a Firenze: è la ItalG, che ha realizzato il rivestimento della grande scala in ottone brunito.
E' l'opera più rilevante dal punto di vista architettonico: e non solo perché l'altra scale è quella che porta la firma superstar di Vasari ma anche perché la nuova struttura, nel cortile della Vecchia Posta permette di scendere dall'attuale Galleria alle nuove sale al primo piano nell'ala nord del braccio di ponente.
Di tali sale finora ne sono state aperte otto: è qui che verranno ospitati oltre 2500 dipinti che rappresentano il tesoro rimasto nascosto dell'istituzione museale fiorentina, secondo un progetto di raddoppio degli spazi espositivi.
L'ItalG di Sergio Tobia è stata fondata nel '77 dal suo attuale titolare, mentre ancora studiava fisica all'Università di Pisa. «Questa conoscenza di base dei materiali e dei loro campi di applicazione – afferma – sarà il filo conduttore di questa avventura imprenditoriale arrivata al 35° anno di età con attenzione alla sostenibilità ambientale e al rapporto fra materiali biocompatibili e esigenze tecnologiche».
L'intervento – spiegano i tecnici dell'azienda – è il mix continuo fra rilievo diretto in cantiere e produzione di piccole quantità di lastre mediante apparecchiature a controllo numerico, rettificate sul posto e quindi messe in opera. Con la brunitura effettuata con il dosaggio sapiente dei reagenti seguendo le modalità quattrocentesche anziché affidarsi alle procedure standard del procedimento chimico in vasca, che però probabilmente non avrebbe garantito l'omogeneità del trattamento.
«La Scala di ponente, oggi completata, ha trovato posto in una piccola corte in prossimità della Loggia dei Lanzi. Ha preso la forma di una torre in pietra con grandi aperture da cui affiora il volume delle rampe rivestito in ottone brunito», afferma il progettista, l'architetto Adolfo Natalini, sottolineando che «come in ogni intervento su un manufatto antico, i progettisti si sono trovati di fronte il dilemma tra conservazione e rinnovamento, dove quest'ultimo termine era ulteriormente biforcato tra adeguamento e addizione».
Si tratta di una copertura in parte vetrata e un sistema di finestre danno alla corte protezione e luce: «Così – aggiunge – la trasforma in un nuovo ambiente degli Uffizi, dove il nuovo dialoga sommessamente con l'antico. La Scala di levante sorgerà in posizione simmetrica alla primi) nell'area compresa tra i resti di San Pier Scheraggio e lo scalone vasariano, in un grande spazio illuminato anch'esso dall'alto e prolungato in una torre protesa verso l'antica piazza del Grano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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