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Sbloccate le autopsie, Dayana potrà tornare a casa Identificati i due ragazzi francesi

Ritirata l’opposizione di uno dei legali agli esami con il Dna. Ci sono ancora sette cadaverri da identificare

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Dayana Arlotti, la bimba di 4 anni morta nel naufragio della Costa Concordia, potrà presto tornare a casa, a Rimini, e potranno essere celebrati i suoi funerali. La procura di Grosseto ha sbloccato lunedì le autopsie sul suo cadavere e su quelli di altre sette vittime, ossia degli ultimi corpi recuperati dentro il relitto della nave dai sommozzatori. L’effettuazione delle autopsie, con riconoscimento delle salme tramite esame del Dna, era stata bloccata perchè il legale di uno degli indagati aveva presentato nei giorni scorsi opposizione chiedendo che questi atti si svolgessero con contradditorio tra le parti in incidente probatorio. Oggi, però, l’opposizione è stata ritirata e così la polizia scientifica e il medico legale potranno operare secondo il programma previsto. Sono stati intanto identificati i due ragazzi francesi, Mylène Litzler, 23 anni, e Mickael Blemand, 25 anni.

Le indagini della procura sul naufragio del 13 gennaio proseguono con l’ascolto di altri testimoni appartenenti al personale della Costa Concordia. In particolare, verranno sentite come persone informate sui fatti membri dell’equipaggio che salirono sulla plancia di comando nelle fasi drammatiche dopo l’urto contro lo scoglio. Ciò che avvenne in plancia prima e dopo l’impatto sarà al centro degli interessi degli inquirenti anche nell’attività di indagine di questa settimana.Secondo quanto emerge, sarebbero stati diversi i membri dell’equipaggio che salirono in plancia per rendersi conto dell’accaduto, mentre la Costa Concordia si inclinava e gli ordini di allarme generale e di evacuazione tardavano ad arrivare. Al vaglio anche telefonate fatte dalla nave verso terra da membri dell’equipaggio: esse, e i messaggi mandati sulla terraferma, fissano orari precisi del naufragio. «L’attività prosegue a 360 gradi e non si ferma - ha detto il procuratore Francesco Verusio - Siamo a buon punto con le indagini. Ho intenzione di chiudere questa inchiesta il prima possibile, spero immediatamente dopo l’estate, anche per dare, se possibile, un segnale di efficienza della giustizia e del Paese». Rispetto all’incidente probatorio sull’esame della “scatola nera”, il procuratore Verusio ha detto di aspettarsi conferme a quanto già emerso dalle indagini svolte finora «in particolare dalla decrittazione del Vdr (Voyager data recorder) e dai calcoli sulla falla che diranno in quanto tempo la nave non era più governabile».

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