Toscana
Coordinatore soddisfatto: ora stop ai fortini
All’indomani dell’elezione il cecinese si presenta a sorpresa in Provincia: «Ho avuto un buon risultato»
LIVORNO
«Ero in camera di consiglio in tribunale, ho fatto un salto per salutare, niente di più ...». Così ieri mattina il nuovo coordinatore provinciale del Pdl, Paolo Barabino, è entrato a sorpresa dalla porta di Palazzo Granducale, dove era in corso il consiglio provinciale. Visita istituzionale, di piacere o giro di guardia tra i banchi della Provincia dove siede anche la capogruppo che ha disertato il congresso?
In effetti ieri mattina - la prima dopo l’elezione del nuovo direttivo del partito - la tensione tra gli eletti si respirava a metri di distanza. Barabino si fa subito vedere, quasi a sottolineare che i tempi del commissariamento fiorentino sono finiti: il coordinatore c’è e non resterà lontano, tra i banchi di Cecina.
Stringe la mano al presidente del consiglio, ai rappresentanti del partito di maggioranza, si confronta con i suoi. C’è tempo anche per una imbarazzata stretta di mano con Costanza Vaccaro: giusto il tempo per un paio di flash, qualche frase di circostanza e sorrisi tirati. «Sono soddisfatto di come è andato il congresso – dice subito dopo il neocoordinatore – 535 votanti sono un buon dato considerando le polemiche della vigilia e la presenza di un’unica lista, che di solito non incentiva la partecipazione».
Dalle urne è saltato fuori un direttivo di trenta nomi formato da anime politiche molto diverse tra loro (con il fronte Amadio in prima fila): Barabino riuscirà a governare la squadra con tante correnti? «Io conosco solo le correnti d’aria – controbatte lui tra l’evasivo e l’ironico – quelle interne non so cosa siano».
Ma non nasconde - del resto lo ha scritto anche nella sua mozione programmatica - che nelle prossime settimane ci sarà bisogno di rimettere mano alle file del partito: «Riassetto? A breve – fa sapere – riunirò il coordinamento, dovrò parlare con tutti. Ci siamo dati qualche giorno di pausa, poi inizieremo a lavorare buttando giù le linee da seguire. In Comune cercherò di essere fedele alla mozione: la volontà è di riunire i gruppi in consiglio, vediamo come. In Provincia parlerò con Costanza, vediamo...».
Intanto andranno nelle sue mani le chiavi delle sede in piazza Grande, che fino a oggi è stata il quartier generale di Vaccaro, Taradash e Tamburini: traslochi in vista? Aria scocciata: «Nessuna polemica per favore. Tutti quelli che vogliono, devono poterla frequentare. La sede del partito - lo ripeto - da qui in avanti non deve essere il fortino di questi o di quelli, ma una casa con le porte spalancate».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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