Gioco
Barabino vuole riunire i gruppi consiglieri Pdl alla resa dei conti
A breve l’incontro col coordinamento. Vaccaro isolata: rischia di perdere la carica di capogruppo In Comune riunione lampo dei disertori del congresso, sarebbero pronti a formare un nuovo circolo
LIVORNO
Chiusa la partita del congresso - con l’elezione a cui hanno partecipato 535 iscritti e la benedizione dell’ex ministro Altero Matteoli - per il nuovo coordinatore del Pdl livornese, Paolo Barabino, si apre la partita più difficile: ricostruire il partito sul territorio.
Un partito logorato da un commissariamento fratricida e da una corsa al congresso fatta di polemiche, colpi bassi e fratture personali che sono diventate abissi. Tra pochi giorni Barabino riunirà il coordinamento per tracciare le linee guida dell’azione del nuovo centrodestra. Al primo punto dell’agenda politica non potrà che esserci il riassetto dei gruppi in Comune e in Provincia.
È la vera scommessa del neodirigente: riunire e rendere incisiva quella compagine di eletti che dovrebbe rappresentare il braccio operativo del partito, ma che di fatto - non vale per tutti, certo - ha perso mesi a farsi la guerra da dentro. Il coordinatore parlerà con le anime in campo. E alla fine la maggioranza deciderà e andrà a dritto. Con esiti che potrebbero farsi clamorosi sia da una parte che dall’altra.
La trincea in Comune. Oggi in consiglio comunale ci sono due gruppi distinti: quello di Marcella Amadio e quello di Bruno Tamburini e Marco Taradash. Il paradosso è che due anni fa il primo era stato dichiarato non ufficiale dai commissari fiorentini (Massimo Parisi e Riccardo Migliori) ma oggi è di fatto il vincitore del congresso ed è ben rappresentato nel direttivo; il secondo sarebbe espressione del Pdl ufficiale, ma dopo la ritirata sull’Aventino (Taradash, Tamburini, Ciacchini, Palmerini, Giubbilei hanno disertato il congresso) viene additato come il “gruppo dei dissidenti”. Barabino è stato chiaro: i miracoli ancora non sono nel menù, ma l’intenzione è riunire le truppe. In quel caso chi resterebbe alla guida del gruppo? Dire che fra Tamburini e Amadio non corre buon sangue è quasi un eufemismo. Se dal coordinatore dovesse arrivare un aut aut, l’escluso di turno non resterebbe certo a guardare.
Vaccaro nel mirino. In Provincia, invece, la capogruppo Costanza Vaccaro è rimasta isolata: il vicoordinatore, Maurizio Zingoni, non prende posizione (ma non è mai stato un suo fedelissimo); Maida Landi, Benito Gragnoli e Massimo Malanima le fanno la guerra da prima del congresso; Alessandro Corsinovi le ha tirato le orecchie quando ha deciso di disertare le urne. Da Barabino è arrivata la consegna del silenzio per non inaugurare la nuova era del partito con altri scontri plateali. Ma fuori dai microfoni i consiglieri ripetono a turno di aspettarsi un «gesto di dignità». In altre parole: dimissioni. Che, c’è da scommetterci, non arriveranno. Ecco perché il futuro della Vaccaro potrebbe essere messo ai voti e lo scettro di capogruppo finire nella mani di Alessandro Corsinovi, Benito Gragnoli o Maida Landi. A quel punto, però, ci sarebbe da rivedere tutto il riassetto istituzionale, riassegnando anche la carica di vicepresidente del consiglio(a Zingoni?). C’è da capire se accadrà tutto a breve o dopo la tornata elettorale che potrebbe convincere qualcuno ad avvicinarsi a partiti più appetibili.
Pronti a fondare un circolo. Ieri mattina, in mezzo al consiglio provinciale, Vaccaro è sparita per un po’. Dove è andata? In Comune, riunita in gran segreto con gli “aventiniani” del congresso: Tamburini, Giubbilei, Palmerini, Fagiolini, Ciacchini. In alto c’è la foto che lo dimostra. La discussione, anche accesa, è andata avanti per un po’. Nessuno lo vuole dichiarare ufficialmente, ma i consiglieri aspettano di essere invitato al dialogo dal coordinatore: se le cose dovessero mettersi male sarebbero anche pronti a fondare un nuovo circolo (sempre interno al Pdl) con una sua struttura.
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