Gioco
Authority, in ballo il piano regolatore Gallanti ora è al bivio
In gioco l’identikit per specializzare le varie banchine Domani l’iter arriva nel “parlamentino” dell’Authority
LIVORNO
Sono giorni decisivi per decidere il futuro del porto: e non solo perché la Compagnia portuale sta ridisegnando il proprio identikit, con la vendita dei propri gioielli di famiglia per rimettere in sesto i conti. In ballo c’è anche il comitato portuale – il “parlaentino” dell’Authority – al quale il presidente Gallanti, presenterà domani la propria idea di zonizzazione: cioè il tentativo di mettere ordine nel puzzle dei mille tasselli delle banchine per dar vita a quel “porto dei porti” che già da tempo, con la propria multidimensionalità, è la caratteristica-chiave del nostro scalo.
Al bivio, insomma, non c’è solo il Palazzo di via San Giovanni, che ha affidato la ridefinizione del proprio orizzonte a Alberto Bruschini, uomo di punta nella finanza “rossa” toscana fra MontePaschi e la finanziaria regionale Fidi. C’è anche il disegno al quale Gallanti ha legato buona parte della propria missione a Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale labronica. Al centro dell’attenzione le idee elaborate dalla tecnostruttura dell’ente in tandem con i tecnici del pool di imprese costituito da Modimar, Technital, Sciro Bureau Veritas e Acquatecno.
Gallanti, accusato da talune parti di aver ascoltato poco le osservazioni delle parti in causa, sembra intenzionato ad accelerare sul fronte del nuovo piano regolatore portuale (che, lo ricordiamo, Livorno attende dal ’53: sono finiti in archivio senza esito sia il tentativo di Marcucci nel 2003 che quello di Piccini cinque-sei anni più tardi). Tant’è vero che il responsabile del procedimento, il segretario generale Massimo Provinciali, ha firmato l’ordine del giorno come «proposta di assetto funzionale e infrastrutturale definitiva«. Tradotto: parliamone sì, ma per decidere.
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