Lutto
Siccità, è incubo-razionamento
Mai così poche precipitazioni, invasi e falda ai minimi storici. Ci si prepara al peggio: appelli al risparmio, si scavano pozzi
FIRENZE
Per ora nessuno si azzarda a dirlo, anche per scaramanzia, ma in molti lo pensano e Giuseppe Sardu, coordinatore regionale per il settore acqua di Cispel Toscana, nonché presidente di Acque spa di Pisa, ammette che non è un'eventualità che ad oggi si possa escludere. La siccità da problema sta trasformandosi in un vero e proprio incubo, tanto che, appunto, nemmeno Sardu si sente più di escludere che tra qualche mese non basterà mandare in giro per mezza Toscana le autobotti, ma che c'è il rischio che anche in alcune grandi aree urbane possano scattare misure più drastiche, come addirittura il razionamento dell'erogazione dell’acqua potabile.
Niente pioggia. Se, come dice un'autorità indiscussa in materia come il climatologo Giampiero Maracchi, le previsioni su quanto e dove pioverà nei prossimi mesi sono impossibili, la rappresentazione delIa situazione attuale, invece, è estremamente chiara. Nell' ultimo mese sono caduti appena 20 millimetri di pioggia, una roba da estate siccitosa; pure negli ultimi tre mesi le precipitazioni sono state minime: 155.8 mm contro i 313 dell'anno scorso e i 464 di due anni fa. In febbraio, insomma, è piovuto il 25% in meno dell’anno scorso, e il 20% in meno di due anni prima, mentre se il confronto si allarga al periodo dicembre-febbraio, il decremento è, rispettivamente, del 50 e del 34 per cento.
Bilancino in ginocchio. Gli effetti sono evidenti: in gran parte della Toscana i fiumi hanno una portata nettamente inferiore a quella abituale, molte sorgenti hanno una portata ridotta e il grande polmone idrico della Toscana centrale, il lago di Bilancino è ai minimi storici.
«Oggi Bilancino è al livello di 244,7 metri sul livello del mare, quindi a un livello inferiore a quello di gennaio, il che equivale - spiega Erasmo D'Angelis, presidente di Publiacqua - a poco più di 36 milioni di metri cubi d'acqua invasati. In questo periodo, sia lo scorso anno che nel 2009, Bilancino era al livello 250, equivalente a 60 milioni di mc e di norma il suo livello dovrebbe essere a 69. In sostanza, Bilancino è ai minimi storici. E’ in condizioni assai peggiori del 2003, ultimo anno di grande siccità, e come Bilancino stanno tutte le risorse locali, dalle falde ai pozzi ai fiumi e ai torrenti, che sono secchi, praticamente azzerati. Ci siamo giocati le piogge autunnali, che non ci sono state e quelle invernali; anche la neve caduta nelle settimane scorse non ha influito in maniera determinante perché dove ce n'è stata molta, come nell'Alto Mugello, ha finito per alimentare i corsi d’acqua del versante emiliano-romagnolo».
Ci salva il Serchio. Per fortuna, non tutta la Regione è così malmessa come la Toscana centrale. «Il Serchio - dice Sardu - non ha minimamente risentito della scarsità di piogge e il suo livello è nella media stagionale». Questo significa che, almeno nelle città e nei principali centri urbani del triangolo Lucca-Pisa-Livorno, l'acqua potabile non mancherà. E che sarà possibile "amministrare" di conseguenza le risorse al meglio anche nelle aree limitrofe. «Probabilmente, riusciremo a ridurre al minimo l'apporto dell'acquedotto del Pollino verso i centri della Piana lucchese e questo - continua Sardu - ci permetterà di ridurre i disagi in Valdinievole».
I punti di crisi. Insomma, un gioco a incastri che non eviterà, comunque, il verificarsi di gravi disagi che, in alcune zone, già cominciano a manifestarsi. «I rischi maggiori riguardano tutto l’asse dell’Arno, le aree collinari del Chianti, della Valdelsa, dell’Alta Valdinievole, dell’Alta Valdera, l’Argentario e i monti Pisani». Insomma, un vero e proprio bollettino di guerra, tanto che la Regione sta monitorando la situazione insieme alle aziende che hanno già cominciato ad attrezzarsi per fronteggiare un’emergenza sempre più probabile. «Tutte le società stanno realizzando piccoli collegamenti, perforando alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, acquistando il materiale necessario a fronteggiare le fasi maggiormente critiche e ad un possibile uso intenso delle autobotti». Con l’approssimarsi della stagione estiva, il consumo di acqua aumenterà progressivamente e già adesso, conferma Giuseppe Sardu, «tante piccole fonti locali che garantivano l’approvvigionamento di molte piccole comunità locali già adesso stanno peggio che nel 2003».
Le previsioni. Dal futuro, oltretutto, è sempre più difficile attendersi miracoli: «Nei prossimi giorni - afferma Giampiero Maracchi - ci attendiamo il passaggio di due perturbazioni che dovrebbero portare un po’ di pioggia prima attorno al 6 e poi l’11 marzo». Ma niente di risolutivo, anche perché, aggiunge il climatologo, « comincia a essere tardi». Le piogge veramente utili a ricaricare le falde sono quelle autunnali e invernali. «D’ora in poi - aggiunge - ogni goccia porterà del beneficio, ma solo al terreno e non alle falde. Oltretutto, gran parte dell’acqua che cade al suolo, con l’aumentare delle temperature, se ne va in evaporazione».
Venti centimetri. Per raddrizzare la situazione, precisa Maracchi, «sarebbe necessario avere dai 100 ai 200 millimetri di pioggia da qui all’estate, visto che ormai abbiamo accumulato un deficit di quasi 400 mm». ma non basta, occorrono piogge non intense, altrimenti l’acqua scivola via sul terreno, e molto prolungate. E allora, in attesa di scoprire che cosa ci riserverà il meteo nelle prossime settimane, si moltiplicano gli appelli a un uso corretto e parsimonioso dell’acqua potabile. Risparmiare oggi, ci permette di avere domani a disposizione un po’ di acqua in più. I «decaloghi» e le raccomandazioni si sprecano, l’importante è non fare altrettanto con l’acqua che sgorga dal rubinetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
