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Costa concordia

«Risarcimento? Faccio causa alla Costa»

«Risarcimento? Faccio causa alla Costa»

Parla Giacomo Bugliani, avvocato di Alessandro e Giorgia, naufraghi massesi al Giglio. I ragazzi stanno male e vanno dallo psicologo

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Alessandro Pucci, massese di 23 anni, e Giorgia Bertello, diciotto candeline spente da poco, si erano regalati una crociera per i loro tre anni di fidanzamento. Il viaggio doveva essere anche il regalo di compleanno che lui faceva a lei, torinese che si sta per trasferire ai piedi delle Apuane per amore. La nave purtroppo per loro era la Costa Concordia e il comandante Francesco Schettino. E sappiamo tutti cosa è successo la sera del 13 gennaio. Sono due dei naufraghi del Giglio.

Da allora non si sono più ripresi. L’unico giorno tranquillo è stato quello del rientro a casa, il 14 gennaio. Poi incubi notturni e tante sedute dallo psicologo per ritrovare se stessi e dimenticare le immagini che hanno impresse nella loro mente: l’attesa di oltre un’ora prima di salire sulle scialuppe, i bambini che piangevano e gli anziani che vagavano con lo sguardo perso nel nulla. Per questo, quando gli è arrivata la lettera della Costa che gli offriva quattordicimila euro come risarcimento hanno fatto rispondere picche dal loro avvocato, Giacomo Bugliani.

Il legale è tranquillo sui prossimi passi da compiere: «Faremo causa alla compagnia - dice - . La cifra offerta non è congrua per quello che hanno passato i miei assistiti. Prima di presentare l’esposto però devo attendere l’esito della perizia che ho richiesto allo psicologo. Soltanto dopo il parere del medico potremo avere un’idea più dettagliata del vero danno psicologico che hanno subito questi ragazzi. Vogliamo che il processo si svolga nel tribunale di Massa, per questo abbiamo declinato gli inviti a partecipare alla class action».

Giorgia c'era già stata su una nave, la Msc, e le era piaciuto quel giro per il Mediterraneo. Aveva convinto il suo lui e prima di quel maledetto venerdì 13 gennaio si erano divertiti tanto. Alessandro, di professione operaio impiegato nel montaggio di mobili, era arrivato al punto di azzardare un possibile bis entro breve («mettiamo da parte i soldi e lo rifacciamo»). Adesso quando sente parlare di mare ha i brividi, gli stessi brividi patiti quella sera sul Giglio.

La vacanza, costata 1.600 euro compresi gli extra e le escursioni, aveva toccato Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, Civitavecchia e stava facendo rientro a Savona. Ma l’inchino di Schettino ha rovinato tutto. A bordo pur di salvarsi avevano lasciato delle cose che per loro erano preziose: «Pazienza per i bagagli - ci aveva detto Pucci - e per quel giubbotto che mi ero comprato mettendo da parte i soldi un po' per volta. Mi dispiace soltanto di aver lasciato lo smoking che avevo usato per il matrimonio di mia sorella. Ci tenevo tanto, era un ricordo che volevo conservare per sempre».

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di Redazione web