Sicurezza
Otto progetti top secret per la nave
Verranno presentati forse mercoledì al commissario Gabrielli, poi la scelta della società entro quindici giorni
ISOLA DEL GIGLIO
Otto progetti per rimuovere quella nave appoggiata su un fianco, che da cinquanta giorni ha stravolto la faccia di Punta Gabbianara e dell’isola del Giglio.
Nel giorno dell’udienza dell’incidente probatorio a Grosseto, a Londra nelle stanze della società Costa sono arrivati gli otto progetti per la rimozione della nave. Ora dovranno essere valutati insieme al commissario per l’emergenza Franco Gabrielli e già mercoledì sull’isola, è previsto un incontro al quale chiederà di partecipare anche il sindaco Sergio Ortelli. In quei progetti c’è il futuro della Concordia. Della sua rimozione.
Otto grandi società hanno messo al lavoro i migliori tecnici a disposizione per capire come fare a togliere quella nave da Punta Gabbianara, evitando di creare un danno ambientale che sarebbe un disastro per l’isola e per al sua economia. Quello che sembra certo, è che difficilmente la società prenderà in considerazione quei progetti che prevedono lo smembramento della Costa direttamente davanti all’imbocco del porto del Giglio.
«È una richiesta che abbiamo fatto anche noi - dice il sindaco Sergio Ortelli - Non possono prendere in considerazione un’ipotesi di questo tipo. Se lo facessero, sarebbe come non avere rispetto degli abitanti del Giglio, che vogliono un’altra cosa».
Non si parla, per ora, di dati certi. Gli otto progetti sono top secret. E lo saranno finché non verranno illustrati al commissario Gabrielli. «Tutte le società che hanno realizzato un progetto presentato a Costa - dice Piero Neri, presidente della Neri di Livorno, la società che sta lavorando al recupero del carburante - hanno firmato una clausola di riservatezza». La Neri, insieme all’olandese Smit, ha messo nero su bianco un progetto per la rimozione della Concordia, «in continuità - aggiunge Neri - con il lavoro di svuotamento dei serbatoi che stiamo già facendo». Non una parola di più sul futuro di quella nave.
Quello che è certo, quindi, è che gli otto progetti sono già in mano ai vertici Costa e che ora verranno discussi con il commissario Gabrielli e con il ministero dell’Ambiente. Poi, tra una quindicina di giorni dalla loro presentazione, verrà deciso a chi spetterà rimuovere la nave.
Intanto, all’isola del Giglio va avanti lo svuotamento dei serbatoi. Ne mancano sette, quelli che si trovano nella sala macchine della Concordia. «Serve ora un periodo di preparazione - spiega il sindaco Ortelli - per arrivare a quei serbatoi e togliere l’olio combustibile contenuto all’interno». Un periodo che i tecnici della Smit Neri si sono presi per arrivare a quelle trecentocinquanta tonnellate ancora stoccate nella Concordia. Una volta aspirato quel carburante, la Costa ha deciso anche di togliere dall’interno della nave i liquami. «Un’azione questa - dice Ortelli - che non era obbligatoria, ma che la società ha preso per evitare ogni possibilità di contaminazione delle acque». Fino ad oggi, la società genovese ha sempre risposto alle richieste del Giglio e della sua comunità. «Non ho mai avuto modo di attribuire alla Costa alcuno sbaglio - aggiunge il sindaco - e anche sui progetti di rimozione, mi auguro di non dover rimangiare queste parole. È pur vero che la visibilità e la credibilità della società è ora appesa a questi lavori». Ed è anche vero che la Costa, il progetto non lo sceglierà in base alla cifra richiesta, ma in base alla fattibilità e al minor impatto su quello specchio di mare davanti all’isola.
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