Sicurezza
Il cognato di Guastella minacciato dall’ultimo cane libero che però scappa all’Asl
L’uomo era andato sul luogo della morte dell’autotrasportatore per lasciare un mazzo di fiori. L’esemplare è l’ottavo del branco protagonista della tragedia
Era andato sul luogo della tragedia del cognato. Ma una volta arrivato, intorno alle 14, ha trovato una bruttissima sorpresa: l’ultimo cane rimasto libero tra quelli che, lunedì scorso, avevano sbranato Vito Guastella, il camionista siciliano di 50 anni morto martedì scorso. «Me lo sono trovato davanti, ringhiava. E’ stata una sensazione terribile, la nostra famiglia ha versato sangue amaro in questa tragedia».
L’intenzione di Antonio Salato era quella di portare un mazzo di fiori nel piazzale lungo la via dell’Arnaccio che aveva fatto da proscenio all’incredibile e tragica fine dell’autotrasportatore. Ma sul luogo è stato “accolto” dall’ultimo animale rimasto in libertà del branco assassino. Un cane che, oltretutto, ha cominciato a ringhiargli, costringendolo ad arretrare. Salato ha subito dato l’allarme, ma i carabinieri sono arrivati solamente dopo mezz’ora, e il personale dell’Asl ha ritardato di due ore. I veterinari hanno provato a catturare il cane, ma quest’ultimo alla fine è riuscito a scappare.
«Per noi è una situazione incredibile - racconta Salato, sul posto con l’avvocato e altri parenti -: è ancora fresco il dolore per nostro cognato e ci fa male questo disinteresse dimostrato dalle istituzioni».
Oggi presso l’obitorio dei Lupi il medico legale Damiano Marra ha svolto l’autopsia sul corpo di Vito Guastella. «Aspettiamo i risultati - dice l’avvocato di famiglia - Poi ci regoleremo di conseguenza. Ci deve essere un responsabile: non si può morire così».
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