Il Tirreno

Livorno

Tentativi di far saltare il congresso del Pdl

di Juna Goti
Tentativi di far saltare il congresso del Pdl

Il gruppo della Vaccaro cerca di far mancare il numero legale Depennato Di Francesco dal listino per il coordinamento provinciale

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LIVORNO

I colpi di scena continuano a saltare fuori a poche ore dal congresso che domani deciderà il nuovo coordinatore provinciale del Pdl: Piero Di Francesco - ex Udc, area Giovanardi - è stato ufficialmente escluso dalla lista dei 15 nomi che l’unico candidato alla segreteria, il cecinese Paolo Barabino, aveva scelto per formare almeno la prima metà del direttivo.

La conferma arriva dal numero due della squadra, il consigliere provinciale Massimo Malanima, designato come vice. «È vero – confessa – nel listino non c’è». O meglio non c’è più. È stato depennato dopo che da Roma è arrivata una lettera a firma del presidente della commissione garanzia del Pdl, Maurizio Bernardo, che conferma le indiscrezioni del Tirreno sulla mancata iscrizione di Di Francesco alle liste del partito. «Visti gli atti e le relazioni – si legge nel documento inviato al coordinamento regionale – la commissione decide la non ammissione della domanda di adesione del signor Piero Di Francesco». Che per scongiurare l’esclusione si è rivolto anche all’ex ministro Matteoli e a Giovanardi.

La lettera sarà consegnata domani nelle mani del senatore ferrarese Alberto Balboni, che presiederà il congresso. Il fronte Costanza Vaccaro - tra la capogruppo in Provincia e Di Francesco non corre buon sangue dai tempi in cui facevano parte dell’Udc – vuole assicurarsi che resti fuori anche dall’altro gruppo di dirigenti che sarà eletto dagli iscritti: al massimo 16 e non più 15, visto che il listino bloccato è sceso a 14 nomi.

Ma le sorprese non sono finite. Salvo rare eccezioni, il fronte Vaccaro - che alla fine non si è candidata come credevano in molti, in città - diserterà l’appuntamento di domani. Il motivo? Non si tratta solo di «delegittimazione», come ripetono a turno i consiglieri comunali dell’area Ciacchini - Tamburini. Gli anti - Barabino vogliono provare a far saltare il congresso che da regolamento sarà valido solo se voterà almeno il 35 per cento degli iscritti. Che per Livorno significa circa 600-650 teste. La consigliera comunale Marcella Amadio se la ride perché a quanto risulta ha dalla sua più di 700 tessere. E guai a chi mancherà all’appuntamento.

Ma se anche filerà tutto liscio, c’è da scommettere che per Barabino il dopo congresso non sarà una passeggiata. Il listino unico è stato messo insieme per vincere, ma la pace durerà? Dentro ci sono l’area di Amadio e di Matteoli, gli ex An e gli ex forzisti, ritorni come quello di Guastalla ed esclusioni come quella di Di Francesco. E Vaccaro? Per ora non parla. Il rischio che dopo il congresso perda lo scettro di capogruppo in Provincia è più che un’ipotesi: al suo posto potrebbero arrivare Benito Gragnoli (uomo di Matteoli, primo nel listino) o il più equidistante Alessandro Corsinovi, che domani sarà al congresso ma in quanto fiorentino non potrà votare.

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