La protesta
Le Jessiòne dell’isola de’ grinzosi
Per avé conferma di vanto sia rincitrullita vesta nostra attuale società, la sera guardo "L'isola de' grinzosi". Loro sono lì, affamati come allezziti d'una vorta, brutti 'ome la fame che patiscano,...
Per avé conferma di vanto sia rincitrullita vesta nostra attuale società, la sera guardo "L'isola de' grinzosi".
Loro sono lì, affamati come allezziti d'una vorta, brutti 'ome la fame che patiscano, farzi come l'oro de' barroccini, in preda a crisi di nostargia di 'asa e mezzi di strizzo dopo ' temporali tropiàli. Quando vedo loro penzo a chi la fame la patisce per davvero e 'un c'ha la teleamera che lo riprende. Sono visi noti e meno noti: c'è 'n paio di Jessiòne che c'hanno du' labbri che la mi' nonna Oriana avrebbe definito "lerfie di ciuo". Inzecchiscano dappertutto ma le puppe no. Ir silione si spreca. Se ni scoppia una bombola di quelle rifatte viene 'no tzunami fino ar moletto dell'Ardenza. C'è 'n paio d'omini tuttimuscoli che sono come quelli di vando s'era piccini che si 'hiamavano"Carnera co' muscoli di cera".
Ce n'è uno che in una precedente edizione piangeva ’me 'n bimbo dell'asilo perché ni venne l'emoroidi come le scimmie der Parterre anni cinquanta. Per 'un parlà di quelli che condùano in studio e direttamente dalla Playa.
'Un dio nulla sennò mi querelano! Ah, mi scordavo ir mago, sì quello che si chiama Améleto alla rovescia, quello che quando è vestito pare una tappezzeria di 'Ascina… Quello che quando 'hiacchera adopera ir "prurale majestatis" nemmeno fosse Napoleone, quello che… Lasciamo perde' vai, 'un m'abbia a mandà un'anatema via etere!
Poverini!
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