Sicurezza
Dai professionisti un ricetta per il Paese
Ordini e collegi riuniti: stop alle caste ma non dobbiamo far diventare il lavoro solo una merce
LIVORNO
«Dai professionisti italiani una proposta per lo sviluppo del Paese». È questo lo slogan del Professional Day, iniziativa nazionale promossa ieri da ordini e collegi del mondo del lavoro. Un modo per far sentire la propria voce, in un momento in cui gli interventi legislativi cercano di riformare, non sempre in maniera condivisa, il sistema delle professioni.
Il "quartier generale" della manifestazione è stato l'Auditorium della Conciliazione di Roma, ma la Giornata delle professioni è stata seguita in tutta Italia con collegamenti via web e iniziative organizzate a livello locale. Anche Livorno si è interrogata sul futuro degli ordini professionali. In Camera di commercio i partecipanti hanno ascoltato in tempo reale il dibattito di Roma, che ha offerto numerosi spunti di riflessione approfonditi poi in sala.
«Vogliamo abbattere i luoghi comuni che gravitano intorno a questa realtà - spiega Gloria Cappagli, presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Livorno e coordinatrice dell'evento locale - Oggi il mondo delle professioni viene descritto come una casta, che non vuole riformare i suoi ordinamenti e che non guarda ai giovani e al futuro. Di contro, noi lanciamo un messaggio, esprimendo il valore sociale e la capacità scientifica e organizzativa degli ordini».
Le figure professionali, al giorno d'oggi, non sono soltanto soggetti legati all'aspetto economico di una società. Sono molto di più. Sono l'anello di congiunzione tra l'amministrazione e il cittadino. Sono solutori di problemi, interlocutori e validi collaboratori della politica.
«Siamo disposti a mettere in campo più di quanto già facciamo - prosegue la Cappagli - purché venga riconosciuto il nostro valore. Oltre il 30% dei professionisti iscritti agli ordini gravita intorno ai 30 anni, mentre la metà è sotto i 45. Come si fa a parlare di casta e disinteresse nei giovani?»
«Siamo favorevoli - conclude - a una riforma degli ordinamenti. Ma che sia fatta in modo organico, per costruire un quadro articolato e ridare efficacia allo strumento. Altrimenti rischiamo una mercificazione delle professioni. L'obiettivo deve essere mantenere e aumentare la qualità del nostro lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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