Il Tirreno

Livorno

Comune-Capitaneria, è scontro sull’inquinamento

di Giulio Corsi
Comune-Capitaneria, è scontro sull’inquinamento

Recuperate due tonnellate di paraffina, l’assessore Picchi accusa: «Si doveva intervenire prima». La Protezione Civile conta di poter bonificare completamente l'area interessata entro la giornata di oggi, ma avvicinandosi alla costa, la paraffina ha fatto da calamita a numerosi oggetti che si trovavano a galleggiare in mare e si è portata dietro taniche, bottiglie e pezzi di legno

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Le squadre della Labromare, insieme ai tecnici della protezione civile, hanno lavorato per tutta la notte di mercoledì e la giornata di ieri per ripulire gli scogli sottostanti la Terrazza Mascagni e la spiaggetta dei bagni Trotta dalla grande chiazza di paraffina che per almeno due giorni aveva viaggiato indisturbata tra la Meloria e la costa livornese prima di arenarsi di fronte all’acquario. Alla fine due tonnellate dell’idrocarburo mischiato ad acqua di mare sono state prelevate dalle idrovore. E il danno ambientale è stato scongiurato. Con una spesa per le casse del Comune che potrebbe aggirarsi attorno ai ventimila euro. Ma soprattutto con l’ennesimo corto circuito di comunicazione tra municipio, Arpat e Capitaneria: l'amministrazione dice di non essere stata avvisata tempestivamente e accusa: «Si doveva intervenire prima».

Il giallo dell’allarme.  Diceva mercoledì notte Grassi: «Non è possibile mandare un fax quando gli uffici sono chiusi. La sala operativa della protezione civile è aperta 24 su 24, nessuno ha chiamato». Ribadivano ieri l’assessore Picchi e il dirigente Gonnelli: «Abbiamo nuovamente comunicato ad Arpat e capitaneria i numeri della centrale operativa della protezione civile e dei vigili urbani chiedendoci in futuro di avvisarci in tempi brevi telefonicamente e non via fax».

Ma il vicecomandante della capitaneria Cantore consegna una versione completamente diversa: «Attorno alle 18.30 abbiamo ricevuto la chiamata da parte del gestore dei bagni Tirreno che ci segnalava la presenza di una chiazza oleosa. Immediatamente abbiamo inviato sul posto una nostra squadra e abbiamo chiesto ai tecnici Arpat di recarsi ai bagni Tirreno. Dopo aver constatato che l’inquinamento si era spiaggiato - continua Cantore - abbiamo tentato il contatto con il corpo di polizia giudiziaria del Comune, cioè i vigili urbani. La prima chiamata è partita alle 19.15 ma non siamo riusciti a parlare con nessuno. Alle 19.30 una nostra auto ha raggiunto il palazzo civico per comunicare direttamente il rinvenimento della paraffina. Abbiamo mandato anche un fax, certo, però dopo il contatto diretto delle 19.30».

Quello che non si è fatto. L'assessore Picchi: «L' intervento del Comune è stato immediato e tempestivo. Sarebbe stato preferibile però che la chiazza fosse stata eliminata al largo non appena avvistata. Non si capisce perché non si sia intervenuti subito».

Un’accusa alla capitaneria che ha la competenza dell’intervento in mare o ai vigili del fuoco che avevano individuato martedì la chiazza? «Una volta allertati abbiamo mandato immediatamente fuori le nostre unità navali ma non abbiamo trovato niente - risponde il vicecomandante della capitaneria Cantore -. D’altra parte si trattava di una chiazza non così grande».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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