Il Tirreno

Livorno

L’azienda: solo un intoppo burocratico

Dietro la “C L Investimenti srl” una fiduciaria torinese controllata dall’ex Popolare di Montebelluna

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LIVORNO

La Hotyork Investment Group di mister Kunjian ripete su tutte le cantonate che vuole acquisire la De Tomaso e che ha l'intenzione di mantenere la produzione in Italia (nell'ex Delphi di Livorno e nell'ex Pininfarina di Grugliasco). Ma resta l'ultimo pezzettino da fare per arrivare all'ufficializzazione dell'ingresso del socio cinese: colpa dei tempi burocratici per far giungere in Italia i quattrini via Hong Kong, che sono più lunghi di quanto si vorrebbe.

Dallo stato maggiore della De Tomaso giurano che solo di questo si tratta, non della voglia di far marcia indietro. Lo dicono in un comunicato ufficiale in cui: 1) «la famiglia Rossignolo dichiara che il piano industriale è stato condiviso e approvato dalle parti»; 2) «l'investitore ha ribadito l'ingresso in De Tomaso con l'acquisizione di una quota pari all'80% e un aumento di capitale di 60 milioni di euro»; 3) «la società cinese ha confermato che il progetto industriale sarà supportato da uno stanziamento pari a 500 milioni di euro».

Per adesso nero su bianco c’è la costituzione della società “C L Investimenti srl” alla Camera di commercio di Milano alla metà di questo mese. Nel registro delle imprese formalmente ce n’è una nata a Milano il 13 febbraio scorso, che sembra una classica società-veicolo: 10 mila euro di capitale sociale, campo base al civico 7 di via Sant’Andrea a Milano, nel pieno del Quadrilatero della Moda, una traversa di via Montenapoleone, fra Armani, Paciotti, Hermes e Moschino.

In consiglio d’amministrazione troviamo come presidente Sergio Avitabile, un quarantenne napoletano che compare anche nelle cariche dei supermercati Sma.

Al suo fianco due consiglieri. Il primo è Pietro Pappalardo, 37 anni, commercialista con lo stesso indirizzo milanese dello studio legale che ha nel pool di professionisti l’avvocato Brambilla. L’altro è un legale brindisino con studio sia in Puglia che a Milano, è Francesco Di Giosa, 32 anni.

Le quote sono tutte in intestazione fiduciaria alla Bim Fiduciaria di Torino, una società con 520mila euro di capitale, tutto in mano alla Banca Intermobiliare che è stata acquisita da Veneto Banca, l’ex Banca popolare di Montebelluna che negli ultimi anni attraverso una rapida espansione è arrivata a essere «una delle prime 12 banche italiane per masse amministrate» (con espansione all’estero: in Albania, Moldavia, Croazia e Romania).

Mauro Zucchelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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