Gioco
E' morto Lucio Dalla, musica in lutto
Il cantautore si trovava in Svizzera per una serie di concerti quando è stato colpito da un infarto che gli è stato fatale. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni
Secondo quanto si è appreso, Dalla ieri sera stava bene ed era andato a dormire sereno. La sua ultima apparizione televisiva è stata al Festival di Sanremo insieme a Pierdavide Carone, nel doppio ruolo di autore del brano 'Nani'' e di direttore d'orchestra. Su twitter in pochi minuti l'ashtag «luciodalla» diventa immediatamente il più popolare e i messaggi arrivano a centinaia. Tra i primi a commentare la morte sono i colleghi Jovanotti e Paola Turci.
Lorenzo scrive: «Oh no, dai no... non ci posso credere dai... davvero non posso crederci», mentre la cantautrice romana gli manda un ultimo addio: «Sempre vicina a te. Sempre vicino a me. Lucio». Tra i tanti altri che scrivono, anche l'attrice Sabina Guzzanti: «Un poeta ci ha lasciato. Restano grandi canzoni, non un vuoto».
Nannini, ha arricchito la cultura della canzone italiana. «Mi sono innamorata con le sue canzoni, ho duettato con lui sul palco, in tv e nei ristoranti. Lucio è uno che ha dato Cultura alla 'cultura' della musica italiana e per questo era e resta internazionale. Io 'a modo mio' lo amo e lo aspetto in Piazza Grande». Così Gianna Nannini ricorda Lucio Dalla.
Ligabue, tra i più liberi in storia della canzone. Lucio Dalla «è stato tra le persone più libere fra quelle che hanno fatto canzoni nella nostra storia. Era libero di seguire tutti i doni che gli sono stati fatti. Prima di tutto quello di una musicalità che gli usciva da ogni poro. Bastava che posasse le mani su un pianoforte o soffiasse su un sax o un clarinetto e ne usciva subito MUSICA. Poi la sua voce che, naturalmente ...era così piena di MUSICA che tante volte era costretto a inventare linguaggi e suoni perchè la lingua italiana non gli bastava. E finalmente le parole, quando ha cominciato a scriverle - da 'Come e' profondo il marè in poi - sono sempre state piene di malinconia, meraviglia, ironia, gioco, stupore. E tutto è sempre stato all'insegna di un'enorme, instancabile vitalità». Lo scrive Ligabue, ricordando l'artista scomparso. E ricorda che «durante l'anno più difficile della mia vita, quando mi sono ritrovato a fare l'artigliere da montagna a Belluno, le poche volte che mi hanno dato una licenza, non più di cinque/sei, sul mangianastri della mia vecchia Opel girava sempre 'Dalla', l'album con 'Balla Balla Ballerino', 'Il parco della luna', 'La sera dei miracoli', 'Meri Luis', 'Cara' e altre meraviglie. In uno stato emotivo come quello era incredibile l'effetto che mi facessero quelle canzoni. Chiaramente, al rientro in caserma, le stesse canzoni avevano il compito di passarmi un pò di forza ma succedeva sempre che su 'Futura', l'emozione diventasse quasi insostenibile».
Renzi "Amavo tuo entusiasmo". «Ho conosciuto Lucio Dalla per la sua voce, per le sue canzoni, per il suo talento. Mi piaceva che due innamorati potessero guardarsi e scambiarsi la pelle. L'ho scoperto poi, innamorato di Firenze e dei suoi segreti». Così il sindaco di Firenze ricorda, nella sua pagina facebook, il cantautore bolognese morto oggi in Svizzera. «Abbiamo fatto alcune cose belle in città, da Benvenuto Cellini una sera con tanto vento in Ponte Vecchio fino al concerto con De Gregori in S. Croce passando per il capodanno alla Stazione. Mi mancherà il suo entusiasmo travolgente - conclude Renzi - e la curiosità tipica delle persone appassionate. Un abbraccio a Marco, a Bruno, a tutti i suoi. Ciao Lucio!
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
