Sicurezza
Pdl, in campo anche Giovanardi
Chiamata a Roma per risolvere il caso Di Francesco: volevano delegittimarmi
LIVORNO
I litigi e i colpi bassi volati a Livorno per il congresso del Pdl diventano un caso nazionale. I primi a squillare, ieri mattina, sono stati i telefoni dell’ex ministro Altero Matteoli e dell’onorevole Carlo Giovanardi: è a loro che i vertici locali del partito hanno chiesto di risolvere il caso Di Francesco.
Ovvero l’ex segretario dell’Udc che come riportato ieri dal Tirreno, sarebbe stato inserito nel listino bloccato di Paolo Barabino (in altre parole nella squadra da presentare al congresso per guidare il partito a livello provinciale) senza però figurare nell’ultima lista degli iscritti. In altre parole Piero Di Francesco sarebbe candidato alla segreteria ma non avrebbe in tasca la tessera del Pdl. Così saltano fuori nuove mosse sullo scacchiere congressuale e vecchi rancori.
Di Francesco è stato segretario dell’Udc labronica prima della scesa in campo, con la stesso forza politica, di Costanza Vaccaro. Che tra i due non corresse buon sangue non è un mistero: dopo lo scontro interno all’Udc, si sono mandati segnali di non stima alle ultime elezioni amministrative, quando Vaccaro è stata candidata dal Pdl alla presidenza della Provincia, mentre i Popolari Liberali di Giovanardi - guidati da Di Francesco e Lazzeri – hanno tirato fuori il nome di Panessa. È a quella candidatura «di rottura» che si sarebbero aggrappati i vertici fiorentini (con l’area Vaccaro in testa) per non accettare l’iscrizione al Pdl di Di Francesco (presente nelle prime liste dei tesserati, ma non in quella definitiva valida per il congresso). Ieri mattina lo confermavano anche dall’entourage di Barabino: «È vero, non c’è, stiamo cercando di capire perché. In ogni caso la lista non sarebbe invalidata». Perché è a quello che puntano gli avversari.
Poi ecco che le telefonate corrono fino a Roma. «Io sono regolarmente iscritto – tuona in serata Di Francesco – ho la copia del bollettino se vogliono vederla. Sia Matteoli, con cui è stata concordata la mia candidatura, che Giovanardi sono perfettamente a conoscenza della situazione».
«Chi non è stato in grado di presentare una lista alternativa – accusa – ora fa di tutto per delegittimarmi. Hanno provato ad attaccare me per invalidare la lista di Barabino: questa gente non sa cosa vuol dire fare politica». Di Francesco assicura che il suo nome resterà nel listino dei 15 membri del direttivo, «perché sono a tutti gli effetti un iscritto al Pdl. La candidatura alle amministrative fu fatta all’interno del Pdl, per non perdere i voti dei cattolici». «Ho sentito l’onorevole Giovanardi – chiude – mi ha detto che se fossi escluso dalla lista per questo sarebbe il primo caso in Italia». Con questo clima domenica, all’hotel Rex, il Pdl va a congresso...
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