Italia
I vigili multano i tassisti, scatta la protesta
In piazza Grande non bastano i posteggi e i taxi vengono parcheggiati in divieto di sosta
LIVORNO
Piovono multe sui tassisti di Piazza Grande: ieri mattina verso le dieci, i vigili urbani hanno infatti elevato diverse multe per divieto di sosta nei confronti dei taxi posteggiati lungo il bordo del sagrato del duomo (lato est) e di quelli posizionati al di fuori degli appositi stalli per auto pubbliche ricavati dinanzi ai portici, lato terra, in prossimità della svolta verso via Grande.
Tutto ciò ha suscitato parecchio malumore fra i tassisti e non è mancato qualche vivace scambio di opinioni con i vigili urbani intenti a compilare i verbali, mentre numerosi passanti assistevano incuriositi alla scena. Sul momento c'è stata anche l'idea di abbozzare una sorta di blocco stradale di protesta, ma le acque si sono calmate piuttosto alla svelta e il traffico è tornato praticamente subito alla normalità. La questione, spiegano alcuni colleghi dei tassisti multati, ruota attorno alla mancanza di spazi sufficienti in rapporto al numero di taxi in attività: a Livorno - dicono «le auto pubbliche sono in totale sessanta e i posti disponibili sono invece al massimo una trentina (una decina in Piazza Grande, una quindicina alla Stazione e tre nei pressi dell'ospedale)».
E sebbene quotidianamente siano operative cinquantaquattro vetture (ogni giorno sei taxi osservano il turno di riposo), di cui una parte si trova comunque in giro per servizio, i conti non tornano. A maggior ragione se capita in un giorno di calma piatta come ieri mattina, con i mezzi fermi per mancanza di chiamate.
Per evitare nuove multe, i tassisti propongono, ad esempio, di poter utilizzare anche lo spazio, ora adibito a parcheggio, sul versante lato terra del duomo: «Qui si potrebbero ricavare altri sette-otto posti». Ma, aggiunge qualcuno, si potrebbe ipotizzare pure una collocazione in piazza Cavour o comunque in un'altra zona centrale della città.
«Da mesi chiediamo un incontro con l’amministrazione comunale per risolvere la questione - dicono alcuni tassisti - ma ogni volta l'appuntamento viene rimandato. In più, le tariffe che pratichiamo per il nostro servizio sono ferme al 2002, quando la benzina costava novanta centesimi al litro, mentre il servizio radiotaxi ce lo siamo pagati per conto nostro, a differenza di altre città italiane».
Roberto Riu
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