Il Tirreno

Livorno

L’appello di Arbore: «Premio Ciampi, qualità da salvare»

di Anna Cecchini
L’appello di Arbore: «Premio Ciampi, qualità da salvare»

In difesa della kermesse labronica tante testimonianze: si mobilitano Carmen Consoli, Piero Pelù e Paola Turci

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LIVORNO. «Al Premio Ciampi si fa musica di qualità, è un concorso da salvare», parola di Renzo Arbore. Un esercito di cantanti in difesa della kermesse canora in memoria di Ciampi.

Da Arbore a Carmen Consoli, passando per artisti stranieri del calibro di Ashley Hutchings, padre del folk-rock britannico: un popolo di artisti che al Premio Ciampi sono stati ospitati e lo apprezzano come manifestazione che promuove musica di qualità. Il problema è che adesso, per mancanza di fondi, la manifestazione rischia di chiudere i battenti. Così molti cantanti hanno voluto far arrivare agli organizzatori del premio il loro sostegno. «In tempi di cattive canzoni la musica buona che esce dalla porta è bene che rientri dalla finestra. Il Premio Ciampi è la finestra giusta con il suo davanzale fiorito di piante, che sono appunto le belle canzoni»,così il grande Arbore difende il premio labronico , che quest'anno dovrebbe festeggiare la diciottesima edizione. Ma non è il solo.

Una voce potente, che si schiera dalla parte della kermesse musicale targata Livorno è Piero Pelù, che grida il suo sdegno per l'eventualità che il Premio venga soppresso perché non ci sono finanziamenti. E poi, il leader dei Litfiba incita i colleghi artisti e la gente comune a reagire: «Incazziamoci!».

Sostegno al Premio Ciampi anche da parte di Carmen Consoli e Paola Turci, che tra l'altro è stata presente alla manifestazione durante l'ultima edizione, quella dell'ottobre scorso. Le due note cantanti hanno aderito all'appello lanciato dallo staff del Festival Metarock di Pisa, che ha inviato agli organizzatori del Ciampi parole di apprezzamento e sostegno. «Vengo a portarvi la solidarietà da parte di tutto lo staff del Festival Metarock, dal presidente Francesco Monceri, al consiglio di amministrazione fino ai collaboratori nella comune convinzione che non vi è nessun risparmio nei tagli alla cultura, tantomeno andando a colpire quei territori dove si cerca di salvaguardare la libera espressione scevra dai condizionamenti del mercato, che sono il vero investimento per il futuro e dove il Premio Ciampi ha agito con grandissimo merito e risultati», questo l'appello accorato che hanno voluto sottoscrivere anche Carmen Consoli, Paola Turci, Enrico Erriquez Greppi della Bandabardò, Beppe Voltarelli e Francesco Barbaro (Otr Live).

Non è finita, perché il Premio Ciampi ha trovato sostenitori anche all’estero. Cantanti di fama internazionale in questi giorni in cui la sorte della kermesse sembra davvero essere a rischio hanno lanciato il loro grido di allarme. A partire dal padre del folk-rock britannico, Ashley Hutchings, fondatore di Fairport Convention, Steeleye Span e Albion Band, che nel 2004 al Premio Ciampi ha ricevuto il riconoscimento internazionale alla carriera: «È stato un piacere così grande per me partecipare all’evento a Livorno, in quel magnifico teatro e suonare un po’ della mia musica». Accorato anche l'appello di Sid Griffin, fondatore dei Long Ryders, che nel 2002 ha ricevuto al Ciampi il premio internazionale alla carriera e poi è tornato alla kermesse due anni dopo e nel 2010, con il suo nuovo gruppo Coal Porters, ha partecipato alle Serate illuminate. «Il Premio Ciampi rappresenta la miglior devozione dell'Italia all'arte. Piero Ciampi ha agito nel modo in cui ha sentito e questo è il vero istinto dell'artista. Attraverso questo fantastico premio in suo nome celebriamo tutti quegli artisti che fanno musica, ognuno con un suo stile. Piero Ciampi sarebbe orgoglioso».

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