Gioco
Oltre tremila firme per sostenere Umberto Vivaldi
Iniziativa di privati cittadini: «La Calamai non pensa alle liste di attesa, se la prende con chi difende i più deboli»
LIVORNO. «Il sindaco Cosimi e la Calamai, anziché convocare il consiglio comunale aperto sulla sanità per dare risposte concrete cercano di zittire Umberto Vivaldi. Il motivo? Interviene sui problemi della gente. Per voi è un disonore? Per noi un vanto». Una vera e propria levata di scudi in favore di Umberto Vivaldi, rappresentante dell’associazione Cure palliative. Una protesta accompagnata da 3.355 firme in difesa di Vivaldi e da un vero e proprio appello alla città.
«È una libera iniziativa di solidarietà verso Umberto - spiega Francesca Luschi, una dei portavoce della raccolta - , noi con il comitato contro la malasanità e con cure palliative non c’entriamo niente, nel senso che la nostra è un’iniziativa in difesa di Vivaldi».
In 3.355 hanno firmato la petizione-appello alla città, alcuni dei quali sono effettivamente membri di Cure palliative o di altre associazioni del territoRio. Indignazione verso «la direzione dell’azienda sanitaria, con chi ha la responsabilità sella sanità locale, con chi dovrebbe tutelare i diritti del malato», questo si legge nella raccolta firme. «Vivaldi ha sempre fatto bene alla città - proseguono Ketti Butini, Francesco Gioli e Carlo Cucciolini, che insieMe a Luschi sono i portavoce di questa protesta - senza chiedere nulla in cambio e ora lo si vuole zittire, anche con il silenzio della politica. Con quelle affermazioni fatte dalla calamai in commissione consiliare sulle riduzioni di fondi alle Cure palliative e discorsi sui presunti amici è come se si volesse punire Umberto attraverso una punizione a Cure palliative».
Poi, nel loro sfogo che in pochissimi giorni ha raccolto ben oltre 3mila firme, i sostenitori della petizione si dicono «avviliti dal sistema con cui si cerca di imbavagliare la voce dei cittadini. Cittadini costretti a rivolgersi a strutture private a pagamento per esami importanti e urgenti. Ancor più deplorevole è l’insufficienza di posti letto. Dove sono i diritti del malato? Perché la signora Calamai anziché accorciare le lunghe liste di attesa minaccia di azzittire coloro che stanno dalla parte dei più deboli?».
Poi i firmatari se la prendono anche con Cosimi: «Sappia il sindaco che se anche ne costruisse dieci di ospedali - scrivono nella petizione - il suo nome non sarebbe ricordato come i sindaci della ricostruzione. Ma l’opinione pubblica? Non è un problema, basta colpirla al cuore delle rappresentanze associazionistiche e volontarie demolendo ogni momento o movimento di aggregazione e il gioco è fatto. Non rimane che un unico strumento: unirsi affinché la nostre voce diventi assordante».
Anna Cecchini
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