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«Con Forza Italia eravate già fuori ...»
LIVORNO Ecco l’e-mail che il vicecoordinatore regionale del Pdl, Maurizio Zingoni, ha inviato al consigliere provinciale Alessandro Corsinovi, che sul Tirreno lo aveva accusato di essere «sparito» in...
LIVORNO
Ecco l’e-mail che il vicecoordinatore regionale del Pdl, Maurizio Zingoni, ha inviato al consigliere provinciale Alessandro Corsinovi, che sul Tirreno lo aveva accusato di essere «sparito» in una fase delicata per il partito. L’e-mail è stata inviata a tutti i consiglieri provinciali tranne la capogruppo, Costanza Vaccaro: solo un caso? Di seguito il testo.
Caro Alessandro Corsinovi, ho letto il tuo articolo sul Tirreno e ti rispondo volentieri, non sulla stampa locale ma tramite e-mail, per dirti che ci sono sempre. Quando nel 2006 l’onorevole Sandro Bondi mi nominò commissario per Livorno, essendo Paolo Foti, precedente coordinatore, tranditato dalle file di Forza Italia a quelle dei Ds, mi ritrovai con la sede provinciale “sotto sfratto” e con un bel po’ di debiti da pagare (pagati poi dal sottoscritto e non dal partito), ti devo confessare che la situazione era notevolmente migliore di quella attuale. Ci dovemmo rimboccare le maniche ed è grazie a molti amici che, nei due anni di commissariamento, ricostruimmo un partito che tre anni dopo, nel 2009, riuscì a conseguire brillanti risultati elettorali (...).
C’era un rapporto, continuo e proficuo, con tutte le associazioni di categoria, prima fra tutte Confindustria di cui mio padre è stato direttore, ma anche Confcommercio il cui presidente, il buon Risaliti, spesso ci forniva spunti, ma anche con la stampa locale (...) e avevamo ottimi rapporti sia con gli altri partiti della coalizione (ex Casa della Libertà) che con i partiti di sinistra con cui non è mai mancato un rispetto reciproco.
Pur essendoci discussione interna, mai siamo arrivati a una degenerazione della politica così come abbiamo assistito in questi due anni e, soprattutto, nelle ultime riunioni, con squalificanti episodi come la registrazione di una riunione. Questi episodi sono il sintomo di un degrado politico difficilmente superabile. Io non mi sento più tranquillo di esprimere serenamente le mie opinioni in una sede di partito, sapendo che c’è l’idiota di turno che col telefono riprende quello che dico e lo invia al Tirreno (...). E così come me molte altre persone, dopo quell’episodio, non si azzarderanno più a fare nomi o descrivere fatti.
Le discussioni c’erano anche in Forza Italia, si alzava anche il tono, ma non si sono mai verificati episodi di inciviltà e scorrettezza come quelli accaduti in questi giorni. Le urla sguaiate, le becerate e le registrazioni non autorizzate delle riunioni non fanno parte né della mia educazione né della mia cultura Politica di moderato. Ti assicuro, pertanto, di non essere sparito, i nostri commissari sono ben aggiornati su tutto quello che accade qui, ma proprio perché io il commissario l’ho già fatto, mi guarderò bene dall’interferire o intralciare il loro lavoro (...).
Ps: avendo fatto parte per 4 anni dell’organo regionale di giustizia interna di Fi, posso rassicurarti che se il Pdl fosse dotato così come lo era Fi di questo importante organo di garanzia, molte persone sarebbero già state allontanate dal partito, compreso il “cineasta”!
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