Gioco
Bidoni tossici, analisi per verificare la contaminazione dei fondali
Intanto la nave incaricata dalla Grimaldi verifica che quelli ritrovati siano gli stessi persi dall'eurocargo Venezia. I campioni prelevati dalle acque, dalla sabbia e dal pescato
Nuove ricerche in mare e soprattutto campionamenti di acqua e sabbia per verificare se i fusti persi in acqua dall’Eurocargo Venezia abbiano perso sostanze tossiche. Una nuova fase di lavoro per la nave Minerva Uno che comincerà lunedì. Oggi e fino a domani sera la nave incaricata dalla Grimaldi di cercare in mare i bidoni tossici persi lo scorso 17 dicembre tra Gorgona e Santa Lucia, è impegnata nell’identificazione dei fusti trovati ieri a 10 miglia a nord della Gorgona.
Dopo le verifiche effettuate con strumenti tecnici di cui è dotata la nave come il magnetometro, il lavoro dei tecnici consiste nell’accertare, attraverso le foto scattate in mare dal robot sganciato dall’imbarcazione, che i “bersagli” individuati ieri a oltre 400 metri di profondità siano proprio corrispondenti ai fusti persi dall’eurocargo. Lo scopo è togliere ogni dubbio. Al lavoro a bordo della Minerva Uno, oltre all’equipaggio, ci sono un ufficiale e un sottufficiale della Capitaneria di porto di Livorno.
Intanto il pescato prelevato dal peschereccio è stato portato all’istituto zoo profilattico di Firenze per le analisi. Per i primi risultati ci vorranno almeno due giorni. I campioni sono stati inviati all'Istituto superiore di sanità. «Il campionamento - spiega la Regione - è stato pescato da Arpat nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio a nord-ovest e ovest dell'Isola di Gorgona su un fondale di circa 450 metri. L'obiettivo di queste pescate era duplice: ripetere, a distanza di un mese, la prima pescata nelle vicinanze del luogo dove sono stati rinvenuti i fusti tossici dell'Eurocargo Venezia e individuare una seconda pescata di riferimento (campione di bianco). Alcune analisi sono tutt'ora in corso e saranno ultimate nella giornata di domani». Gli accertamenti vengono fatti non solo sulla carne dei pesci ma anche sugli organi interni.
Dopo due notti di attività, il peschereccio è rientrato a Viareggio ieri all’alba. A bordo dell'imbarcazione si trovava anche personale dell'Arpat. La pesca a strascico è stata effettuata su fondali di poco meno di 450 metri. A bordo è stato effettuato - seguendo le norme comunitarie in materia - il campionamento del pescato, separando le varie specie di pesci, crostacei e molluschi.
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