Toscana
Aamps, la coalizione torna a traballare e i centristi la aiutano
Alla fine un solo no (Cannito) e una sfilza di astensioni Da destra arrivano due voti anche per l’immediato ok
LIVORNO
Se si contano i voti, è stato un trionfo: sulle modifiche allo statuto Aamps in vista dell'ingresso nella maxi-aziendona sub regionale la giunta incassa solo un no, gran parte dell'opposizione di centrodestra che si astiene, l'ex sindaco Lamberti e l'Udc Capuozzo che votano sì insieme al centrosinistra. E non è tutto: per ottenere il viatico dell'immediata esecutività serve anche qualche voto in più, ecco che arriva l'appoggio "tecnico" dell'esponente Pdl Palmerini e dell'ex Pdl Romiti (Montezemolo).
Ma se al conto dei voti si aggiunge l'audio delle dichiarazioni, salta fuori quest'ennesimo capitolo d'un sisma senza fine che scuote il centrosinistra: e, come al solito, riguarda le ex municipalizzate. Basti dire che Giannini (Sel), preannunciando l'astensione (ma lascerà l'aula prima del voto), mette in fila le perplessità contro l'Aamps in mano a un amministratore unico, è contrario a questa trasformazione dell'ex municipalizzata, invita a guardarsi intorno per scoprire quanti dubbi hanno gli altri territori.
Fosse finita qui: Romano (Idv) vota a favore, ma solo perché si risparmia sui costi passando dal vertice a tre a un unico amministratore. Per il resto è una filippica in rotta di collisione con l'indirizzo enunciato dalla giunta e dal Pd. Sull'Aamps dice che l'aggregazione ormai è una babele: con Piombino che «se ne vuol andare con Grosseto», la Rea rosignanese che «si allea a Peccioli» e la Versilia che «chiede di cambiare strada» («senza contare che altrove si vogliono chiudere o riconvertire gli inceneritori, solo Livorno vuole rilanciarlo»). Ma già che ci siamo manda un altolà anche sull'Atl: «Sul conferimento nell'azienda regionale Pisa e Pistoia rinviano, Prato che pure avrà l'amministratore delegato dice che non conferirà un bel nulla. Gli altri fanno di tutto per puntare i piedi e noi facciamo i primi della classe?».
Quanto basta per far dire a Lamberti: «Mi domando se esista ancora una maggioranza». E Tamburini: »Smettetela con questi teatrini che trasformano il consiglio in una bega di ripicche dentro il centrosinistra». Cannito attacca: «Tutti i vostri rappresentanti erano nel consiglio di Aamps e ora c’è questa recita. I guai dell’azienda li abbiamo svelati noi: dite che ci sono 22 milioni di euro di bollette non riscosse, a noi risultano 28. Comunque il buco crediamo sia nell’ordine dei 60-80 milioni e bisogna far luce sugli intrecci fra Aamps e le imprese collegate».
Amadio va giù dura: l’Aamps «è un carrozzone e Rosi è venuto solo da dire il de profundis». Romiti vede nei mancati introiti Tia un deficit di capacità manageriale. La dirigenza tecnica (oltre che la presidenza Di Rocca) finiscono nel mirino anche di Capuozzo, che però va all’attacco anche della Regione.
È un tasto sul quale insiste anche il sindaco Cosimi: per dare fiato a Firenze la Regione dà disco verde a 8 milioni di metri cubi di discariche extra e questo va a scapito di chi come Livorno ha cercato di chiudere la discarica (e Cosimi lo rivendica) in nome dell’integrazione con Rosignano.
La sofferenza dell’Aamps avrebbe potuto esser tamponata con un aumento della Tia, dice Cosimi: ma chi vuol difendere la parte pubblica deve basarsi sul recupero di efficienza.
Detto per inciso, ce n’è anche sul fronte bus. La gara regionale si farà, avverte il sindaco: non si creda che per salvarsi basti buttare la palla in corner, i giganti europei sono fuori dalla porta (i francesi di Rtp «hanno già bussato nel 2004»), attenti a non cadere nel tranello dell’Ataf che le inventa di tutte pur di salvare sé stessa e stop.
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