Gioco
Tirrenica, braccio di ferro sul pedaggio
Oggi in programma il vertice a Roma tra Sat e Regione «Occorre un’intesa che non penalizzi il traffico locale»
FIRENZE
Il via libera del Cipe alla realizzazione dell’autostrada Tirrenica (i primi progetti risalgono agli inizi degli anni Sessanta) doveva esserci alla fine del 2011, poi la caduta del governo Berlusconi ha rinviato il disco verde. Nel frattempo però l’ostilità nei confronti del progetto della Sat è cresciuta, i sindaci sono insorti contro il pedaggio troppo esoso per i residenti e a Orbetello il sindaco Monica Paffetti non vuol sentire parlare di autostrada a due passi dai centri abitati. E così la Tirrenica, quando fra qualche mese entrerà in funzione il primo lotto, da Rosignano a san Pietro a Palazzi, vicino a Cecina, torna in alto mare. Tra accuse, veleni e rinvii.
Per fare il punto e scongiurare che il ballo della Tirrenica si trasformi in quello del Titanic, oggi riunione riservata a Roma, al ministero delle Infrastrutture, tra i vertici della Sat e quelli della Regione, guidata dal presidente Enrico Rossi, dall’assessore ai trasporti Luca Ceccobao e dall’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini. Il Tirreno , venuto a conoscenza dell’incontro informale, è in grado di anticipare i temi principali che verranno discussi tra Sat e Regione.
Il primo - il più importante - riguarda il pedaggio. La rivolta dei sindaci della costa non ha lasciato insensibile la Regione. Che si muove entro due paletti. Primo: l’autostrada non può essere gratis. Secondo: i pendolari non devono pagare. Trovare un accordo tra questi due limiti non è facile. «Per noi deve essere possibile che pendolari, lavoratori e residenti viaggino gratis almeno nel raggio di una ventina di chilometri», spiega l’assessore Ceccobao. L’esempio più calzante è quello fatto dal sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti. «Secondo il progetto Sat un’ambulanza da Castagneto all’ospedale di Cecina dovrebbe pagare il pedaggio. Assurdo». Ma la Sat sbatte in faccia a Regione e sindaci i numeri del piano finanziario. L’ex ministro Tremonti ha tolto all’opera 1500 milioni e alla fine della concessone trentennale l’opera tornerà in mano pubblica. Il che ha spazzato via il lotto Zero di Livorno, molte complanari e ha ristretto i margini per esentare il traffico locale dal pagamento del ticket. Oggi di questo si discuterà. Con due proposte per far fronte alle necessità economiche di Sat.
La prima riguarda la possibilità di introdurre, come spiega Ceccobao, un emendamento all’articolo 18 della Finanziaria che prevede benefici fiscali per le società di progetto. «Noi chiediamo al parlamento, e in questo senso abbiamo sensibilizzato i nostri deputati e senatori, di estendere i benefici anche alle concessionarie come la Sat».
L’altra leva di rifinanziamento dell’opera riguarda il canone che la Sat deve pagare all’Anas per la Variante Aurelia (che verrà trasformata in autostrada). «Il presidente della Sat Antonio Bargone ha detto che si tratta di un super canone, intorno al 4% del valore della Variante quando per le altre strade l’Anas chiede solitamente il 2%. Non vedo perché noi dobbiamo pagare di più degli altri», polemizza il presidente della provincia di Grosseto Leonardo Marras.
Il disegno della Regione è quello di lavorare su queste due leve per avere in cambio da Sat un sistema di pedaggio che non penalizzi il traffico locale almeno nel giro dei venti chilometri.
L’altro grande nodo da sciogliere è la variante di Orbetello.La Sat ha proposto una valutazione di impatto ambientale(la Via) solo da Grosseto a Rosignano. Come dire: intanto partiamo da dove non ci sono problemi almeno ambientali e urbanistici. «La Via è stata sospesa da Grosseto a Chiarone. Ma per noi è inaccettabile. Il progetto che dobbiamo discutere deve essere unico. Da Rosignano fino al confine del Lazio», sostiene Marras. E anche la Regione è dello stesso avviso.
Anche se l’ostilità di Orbetello ad ogni soluzione che passi lungo i centri abitati o nei dintorni è ritenuta eccessiva. «Bisogna trovare una soluzione tra le esigenze della Sat e quella del Comune di Orbetello», sostiene Ceccobao. Che, come Marras, respinge la tentazione di una Tirrenica dimezzata: «Il progetto deve essere complessivo». L’impressione è che alla Regione prema soprattutto la tutela dei traffici locali. Su Orbetello è pronta a un compromesso. Per dare finalmente il via libera all’opera.
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