Concordia. Le accuse: Schettino bugiardo. Ripreso pompaggio serbatoi
Il pm accusa il capitano per i troppi estranei che erano in plancia. Polemica sulle carte nautiche. I soccorritori recuperano altri quattro cadaveri dal ponte quattro. Intanto si procede con lo svuotamento del carburante
GROSSETO. Avrebbe fatto rallentare la nave per finire la sua cena senza chiedere a qualcuno dell’equipaggio di restare di vedetta. E soprattutto, avrebbe permesso a troppe persone di stare nella plancia della nave dopo l’impatto: con Francesco Schettino c’erano sul ponte di comando il maitre Antonello Tievoli, il commissario di bordo Manrico Giampedroni, Ciro Onorato e la passeggera Domnica Cemortan. Si legge nella richiesta di estensione di incidente probatorio emessa dalla Procura. I nuovi avvisi di garanzia inviati due giorni fa inchiodano non solo il comandante della Costa Concordia e il suo primo ufficiale Ciro Ambrosio alle loro responsabilità. Ci sono altri sette indagati, e ci sarebbero, per la procura, altre responsabilità.
«Aspettavamo che gli avvisi di garanzia venissero notificati - dice l’avvocato Bruno Leporatti, difensore di Schettino - in questo modo smetterà di essere l’unico capro espiatorio di questa tragedia». Al passare dei giorni, quindi, aumentano i dettagli della serata a bordo, e a terra, della Concordia prima del naufragio. A partire da quella che è stata la successione degli eventi a bordo: il rallentamento della nave per finire la cena, le carte nautiche di scala troppo grande nelle quali non si vedeva lo scoglio, l’inchino troppo vicino alla costa, le notizie false date ai passeggeri e il mancato allarme.
«Tempistica tutta da rivedere - aggiunge Leporatti - esiste un video che racconta una storia diversa. Peccato però che la Procura non abbia voluto darmelo». Il difensore del comandante fa riferimento al video mandato in onda dal Tg5: la scansione temporale degli eventi, in quelle immagini, raccontano un’altra storia. E un’altra storia sarebbe quella raccontata dalle carte nautiche. Schettino lo ha detto appena sceso dalla nave: «Sulla carta lo scoglio non era segnalato».
«Diceva il vero - continua Leporatti - da capire ora è chi deve fornire il materiale di bordo». Secondo la procura spettava a Schettino. Per la difesa, invece, il materiale doveva essere fornito dalla compagnia di navigazione. La stessa che ora fa i conti con i nuovi avvisi di garanzia che coinvolgono non solo gli ufficiali ma anche i rappresentanti della Costa Crociere che tra le altre, avrebbero dovuto verificre la veridicità delle parole di Schettino. Quelle pronunciate durante le telefonate con i vertici della società.
Pompaggio dei serbatoi Intanto sono riprese stamani presto le operazioni di flangiatura e pompaggio sui rimanenti nove serbatoi della Costa Concordia. Alle sei di questa mattina il pontone Meloria del consorzio di imprese Neri e Smit si è riposizionato nella parte di poppa della nave ed ha cominciato a flangiare i tre serbatoi che contengono diesel. Si tratta in totale di pompare circa 160 metri cubi di carburante che, condizioni meteo marine permettendo, potrà essere aspirato entro la giornata di domenica. Ad oggi è stato pompato circa il 67% del carburante presente nei primi sei serbatoi della parte di prua della Concordia per un totale di 1308,6 metri cubi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

