Sicurezza
Irpef e Imu, trattativa sugli aumenti
Per far quadrare il bilancio le forze di maggioranza sono pronte a dire sì all’incremento delle tasse: vertice con Cosimi
LIVORNO
La manovra «lacrime e sangue» - come l’hanno definita gli stessi segretari di maggioranza - che arriverà sulle spalle dei livornesi tra qualche settimana ha preso forma mercoledì sera al tavolo con gli alleati. Il sindaco ha riunito i rappresentanti di Pd, Sel e Idv per iniziare a discutere, insieme agli assessori Bruno Picchi e Valter Nebbiai, l’impostazione del prossimo bilancio comunale. E fra tagli alle risorse e trasferimenti in caduta libera, al centro della discussione - che sarà ripresa nei prossimi giorni - c’è finito l’aumento delle tasse: addizionale Irpef e Imu.
L’emergenza. Nebbiai, che sta mettendo a punto i capitoli di bilancio, ha presentato agli alleati una relazione che parla chiaro: quest’anno Palazzo Civico dovrà fare i conti con un taglio ai trasferimenti pari a circa 17 milioni di euro, 14 dallo Stato e 3 dalla Regione. Di fronte a questo scenario il punto è capire dove e quanto tagliare (si parla di almeno 7milioni sui servizi), cercando di recuperare risorse aggiuntive.
«Non tocchiamo la prima casa». La discussione è aperta. E serrata. Al centro c’è la nuova tassa sulla casa, l’imposta municipale unica che sostituisce l’Ici. «Non voglio aumentare l’aliquota Imu sulla prima casa – dice Alessandro Cosimi – ma semmai mettere al massimo l’imposta sulla seconda». In sostanza tenere la prima al 4 per mille e portare la seconda al 10.6 per mille. Quanto all’Irpef, «la mia intenzione sarebbe quella di non toccare l’addizionale, che a Livorno è fermo dal 2004, ma c’è una discussione aperta con le forze politiche».
Colpire le rendite. Sulla prima casa gli alleati di centrosinistra sembrano essere sulla stessa lunghezza d’onda. «La situazione è difficilissima – interviene il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci – il governo Monti sta caricando tutto sulle spalle degli enti locali. Sarà difficile riuscire a mantenere i servizi, serviranno sacrifici dei cittadini e un’operazione scientifica, lacrime e sangue, sul bilancio». «Abbiamo chiesto – riprende – di fare attenzione alla prima casa. Aumentiamo fino al limite consentito, invece, l’Imu sulla seconda, prevedendo sgravi fiscali per chi magari affitta l’appartamento a canone concordato». L’intenzione, insomma, è di «colpire le rendite e i proprietari di alloggi sfitti, che in città sono migliaia, in modo da dare anche una risposta all’emergenza casa». Idv in questa fase è prudente («aspettiamo di approfondire nei prossimi incontri»). Il capogruppo in Comune, Andrea Romano, dice comunque che «per come l’ha messa il governo sarà obbligatorio aumentare le aliquote al massimo se vogliamo mantenere i servizi. Siamo favorevoli a concentrare il più possibile il prelievo su chi può permetterselo». Ma sarà davvero possibile?
Pd: rivedere l’Irpef. L’unico a dire a chiare lettere che sul tavolo c’è anche l’aumento della tassa sul reddito è il segretario del Pd, Yari De Filicaia: «L’idea è di tenere bassa l’Imu sulla prima casa, alzare quella sulla seconda e toccare l’addizionale Irpef per determinate classi di reddito, ad esempio sopra i 50-55mila euro». Ipotesi che potrebbe lasciare l’amaro in bocca a un numero minore di livornesi, ma sulla cui efficacia ci sono dubbi, perché in città - dati alla mano - non sono poi molti ad avere un reddito superiore ai 55mila euro. Alla fine l’addizionale aumenterà per tutti?
Sos cultura e sociale. In attesa di vedere nel dettaglio il bilancio crescono le preoccupazioni per il mondo delle cultura e del sociale. Per l’istituto musicale Mascagni, ad esempio, si parla già di un taglio di circa 350mila euro (lo scorso hanno il Comune ha garantito quasi un milione), mentre manifestazioni come il Palio Marinaro ed Effetto Venezia per salvarsi dovranno trovare contributi privati. Ma a tremare è soprattutto l’assessore Cantù, con la Regione che ha dato una sforbiciata al sociale.
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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