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Naufragio a Vada, c’è un indagato

Naufragio a Vada, c’è un indagato

La Procura ha aperto un fascicolo per la morte di Wladimiro Trotta, giallo sulla proprietà dell’imbarcazione affondata

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Omicidio colposo e naufragio colposo. La pm Paola Rizzo ha aperto un fascicolo ipotizzando questi reati per la morte di Wladimiro Trotta, il quarantaduenne deceduto sabato scorso dopo essere rimasto quattro ore in mare insieme ai suoi compagni di pesca.

E il nome del primo indagato è proprio quello di uno dei due superstiti. Non quello di Massimo Pardera, il barista in possesso di patente nautica come la vittima, ma quello dell'idraulico sessantenne Gaetano Beninati. È il primo nome ma non l'unico, stando a quanto si apprende in ambienti investigativi: pare infatti che la procura voglia indagare tutti i soci proprietari (otto, a quanto pare, ma c’è incertezza anche sul numero) dell'imbarcazione, in modo da metterli in condizioni di farsi assistere da un legale ed eventualmente un consulente tecnico in vista sia dell'autopsia che degli accertamenti irripetibili per i quali il pm si è rivolta rispettivamente al medico legale David Forni e all'ingegnere nautico Carlo Culla.

Il problema al momento è ricostruire la titolarità di quel cabinato di 7 metri rovesciatosi alle secche di Vada, recuperato e messo sotto sequestro. Acquistato di seconda mano lo scorso 11 dicembre in un cantiere nautico di Piombino, il cabinato risulterebbe dunque in comproprietà fra più soci tra cui Beninati. Essendo quest’ultimo l’unico armatore presente al fatto e facilmente individuabile, l'avviso è scattato in automatico.

Ma sono molti altri i punti da chiarire: le attrezzature di bordo, ad esempio, i documenti, l'assicurazione eccetera.

Intanto vengono valutate le dichiarazioni rese dai due superstiti alla guardia costiera, versioni che non collimerebbero su alcuni punti. I due amici sono stati sentiti dalla guardia costiera e dal pm, hanno ribadito che è stato il panico a far perdere loro lucidità e a far decidere di accendere il motore - comportamento da cui è scaturito l'affondamento - anziché chiamare aiuto con un cellulare e indossare i giubbotti di salvataggio. Qualcosa però non quadra al pm.

E infine c'è da attendere l'autopsia per conoscere con precisione la causa di morte di Trotta. Se infatti in un primo momento si propendeva per l'ipotermia, poi la pm Rizzo è tornata sui suoi passi ordinando l’autopsia vera e propria.

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