Il Tirreno

Livorno

In vista del 2014 una super lista civica di centrosinistra

In vista del 2014 una super lista civica di centrosinistra

Ecco il retroscena dell’incontro tra i Moderati di Torino con Bianchi e Mancusi. «Ma noi non torneremo in campo»

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LIVORNO. La situazione politica cittadina sta vivendo una fase irrequieta e piuttosto confusa. È vero che siamo sempre lontani dalla campagna elettorale ma è altrettanto vero che già si notano i primi movimenti in vista dell’appuntamento con le urne del 2014 .

Del resto, non si tratta «solo» di rinnovare le cariche elettive, a partire da quella di sindaco, ma in gioco ci sono - per esempio - anche gli incarichi nelle società partecipate o controllate. In questo contesto, sono da registrare all’interno della coalizione il rafforzamento o la nascita di nuovi gruppi o associazioni (in basso, nella pagina, indichiamo i principali) per incidere sui rapporti di forza:pare proprio che nessuno, tra coloro che vogliono mettersi in gioco per il dopo-Cosimi, intenda farsi trovare spiazzato.

Poi ci sono i «nuovi» partiti che decidono di prendere casa anche a Livorno: dopo l’Api, è stata la volta di Italia Futura. Ma la nostra città sembra essere interessata da un altro progetto politico: la nascita di una super lista civica di centrosinistra, con l’obiettivo di condizionare il partito di maggioranza - quindi il Pd - nell’amministrazione di Livorno.

È questo il retroscena che emerge dall’incontro andato in scena in un ristorante di Pontedera a cui hanno preso parte alcuni rappresentanti dei Moderati - per lo più imprenditori e professionisti torinesi - e due personaggi storici - ma ancora attivi - della politica livornese: Massimo Bianchi e Angelo Mancusi.

«Esiste un progetto nazionale di espansione delle liste civiche che guardano al centrosinistra. E penso che anche a Livorno, in vista delle amministrative del 2014, ci siano spazi per portare avanti questo progetto politico. L'obiettivo è quello di dare voci a professionalità diffuse che, nella nostra città, non sono mai state consultate né considerate».

Bianchi, già vicesindaco ed esponente di spicco del socialismo livornese, spiega così l’argomento trattato nel corso della cena. «L’invito mi ha un po’ sorpreso - aggiunge Bianchi - anche se devo dire che ho buoni rapporti con i Moderati, che sono in maggioranza a Torino dove contano quattro consiglieri comunali. A contattarmi sono stati proprio degli amici torinesi: poiché sono curioso e mi piace ascoltare, ho accettato. Come semplice osservatore».

L'ex vicesindaco esclude però un suo ritorno attivo in politica, anche se il suo giudizio sull'amministrazione livornese è molto severo. "Livorno si sta ripiegando su stessa - dice - Non ci sono idee e neppure speranze. Tutti abbiamo l'obbligo di fare qualcosa: il mio sarà un contributo di idee. Poiché non devo rendere conto a nessuno posso esprimere liberamente il mio giudizio. Non voglio tornare a galla, e del resto nessuno auspica un ritorno al passato. È necessario invece far crescere una classe dirigente nuova».

Per Bianchi, dunque, il potere a Livorno sarebbe esercitato da una nomenclatura chiusa che ha determinato una sorta di commissariamento della città. «Mi sembra che stia affermandosi un'idea del tutto inaccettabile - dice - Quella che le persone in gamba, insomma i più bravi, stiano tutte fuori Livorno. Per lo sviluppo portuale abbiamo pescato a Genova, per cambiare gli strumenti urbanistici abbiamo chiamato un fiorentino. Ora che l'Aamps ha dei problemi, facciamo intervenire un manager umbro. Si va sempre a cercare altrove le professionalità e non pensiamo a farle crescere qui. E così che Livorno si sta impoverendo. Ma io spero ancora in una reazione, in uno strappo: questo movimento, raggruppando nuove professionalità cittadine, potrebbe aiutare il Pd nel governo della città».

Anche Angelo Mancusi, più o meno, la vede nello stesso modo. »È stata una cena simpatica - dice - quella con gli esponenti di un movimento che a Torino è molto vicino al Pd. La loro idea è di estendersi e puntano alla Toscana, Livorno compresa: è stata una semplice chiacchierata, credo che insieme a Bianchi mi abbiano chiamato come conoscitore della situazione politica livornese, e io gli ho dato la mia interpretazione. Perché io e Bianchi insieme? Perché forse volevano sapere le cose da due angolazioni diverse, anche se su molti punti c’è stata una convergenza. Livorno è in grave crisi, vicino al punto di ritorno. Tornare in politica?No, che se ne farebbero di una cariatide come me... Però, per esempoio, guardo con interesse alla conferenza programmatica che stanno organizzando i giovani del Pd: se ci sarà da dare una mano, lo farò volontieri. Per il bene di Livorno.

Alessandro Guarducci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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