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Fiorillo (riparatori): i bacini sono vitali non solo per Azimut
LIVORNO «L' ing. Poerio ha saputo che le riparazioni navali sono assolutamente compatibili con la costruzione di megayacht e quindi si spinge alla ricerca dell'ultima scialuppa possibile per stoppare...
LIVORNO
«L' ing. Poerio ha saputo che le riparazioni navali sono assolutamente compatibili con la costruzione di megayacht e quindi si spinge alla ricerca dell'ultima scialuppa possibile per stoppare il processo di ricostruzione del settore in questione a Livorno». A dirlo è Marco Fiorillo (Gestione Bacini spa), segnalando che il progetto di Azimut Benetti di puntare alla fascia oltre i 90 metri mira semplicemente a riportare il bacino galleggiante nell'orbita della società degli yacht, dopo che i riparatori navali, «fin dalle prime battute della riapertura del bacino galleggiante» (e nonostante «pesanti handicap» e limitazioni), «nel giro di pochissimo tempo la Gestione Bacini ha sviluppato un fatturato di un milione e mezzo di euro».
È «preziosissimo ossigeno per le aziende del territorio» eppure – rileva – sono «solo poche briciole in confronto alle reali potenzialità di un'area che, come dice uno studio commissionato dall'Authority, potrebbe portare a Livorno un fatturato complessivo di 20-30 milioni di euro».
Fiorillo parla di 400-500 possibili assunzioni e immagina una scuola per formare giovani che «intendono apprendere un mestiere senza tempo e per questo al riparo da incertezze future».
Dal quartier generale della Gestione Bacini si sottolinea che «le navi infatti non sono come gli yacht che “tirano” secondo il mercato» ma «necessitano di manutenzioni obbligatorie per navigare e la compagnia Costa insegna che un porto come quello di Livorno, con i movimenti di navi da crociera che ha, non può fare a meno di una risorsa unica come il bacino in muratura».
Fiorillo ribadisce che l'area dei Bacini «ad oggi risulta in affidamento alla stessa Azimut che non ne fa assolutamente uso» e «si presenta attualmente in uno stato di abbandono totale», benché la Gestione Bacini abbia «ripetutamente proposto (invano) all'Authority di potersi fare carico dei lavori di ristrutturazione e manutenzione, il tutto ovviamente gravando solo sulle proprie casse».
Nel mirino anche i sindacati: «Sembra – dice Fiorillo – che per loro sia importante tutelare solo i diritti dei lavoratori di Azimut. Quanti dipendenti ha quest'azienda a Livorno? Noi ne avevamo circa 500 e forse questi non possono vantare gli stessi diritti degli altri?».
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