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De Tomaso, si fa vivo il nuovo padrone

De Tomaso, si fa vivo il nuovo padrone

Qiu Kunjian: produrremo nelle nostre fabbriche in Italia. Ma il Pdl accusa: è l’ennesima beffa

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Qiu Kunjian, numero uno del gruppo cinese Hotyork Investment Group, annuncia di aver costituito la società di diritto italiano “C L Investimenti srl”: è quello lo strumento societario tramite il quale concluderà l’acquisizione della maggioranza della De Tomaso, il marchio automobilistico riportato in vita dalla famiglia Rossignolo che conta sugli stabilimenti ex Delphi di Livorno e ex Pininfarina di Grugliasco per produrre auto superchic.

L’investitore cinese torna a ripetere che tutta la produzione sarà localizzata in Italia nelle attuali sedi produttive e che è intenzionato a puntare «a un immediato avvio delle attività produttive». Quando? Per la dimensione del piano industriale e stante la provenienza estera dei fondi, tutto dipende dalle procedure bancarie.

Attraverso il proprio legale Simone Brambilla, l’investitore cinese ha reso noto che «sono in corso le operazioni finanziarie necessarie alla definizione dell’ingresso nella società». A cominciare dalla predisposizione dei «necessari e importanti investimenti per supportare il piano industriale esposto dalla famiglia Rossignolo che ricollocherà la De Tomaso in una fascia di alta qualità».

Ma in consiglio regionale il Pdl non risparmia dubbi: per Marco Taradash «questa del socio cinese è l’ultima presa in giro: sulla rete web non risulta alcuna traccia né della casa madre indicata da Rossignolo (Hotyork Investment group), né della consociata (Car Luxury Investment) né del suo presidente (Qiu Kunjian), se non in relazione alle informazioni date da Rossignolo».

In risposta all’interrogazione, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini ha dato appuntamento all’incontro in agenda il 29 febbraio al ministero dello Sviluppo economico: sarà l’occasione per «fare il punto complessivo sulla vicenda».

Simoncini auspica che «in quella sede sia ufficializzato l’ingresso del nuovo socio cinese e il perfezionamento della operazione di ricapitalizzazione» dell’azienda automobilistica.

L’assessore regionale ha ricordato che l’apporto del nuovo socio cinese riguarderebbe l’acquisto dell’80% delle azioni, la modifica del piano industriale per poter produrre tre piattaforme per dare vita a sei modelli di auto, la messa a disposizione di una rete di vendita in Cina, oltre al mantenimento della produzione in Italia, al cambiamento del management e alla restituzione della partecipazione di Fidi e Sici, insieme alla ripresa della produzione entro 6 mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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