Gioco
Dall’isola all’obitorio il dolore in volo con la piccola Dayana
Il corpo della bambina recuperato ieri è al Misericordia Oggi forse il riconoscimento da parte della mamma
GROSSETO. La staffetta del dolore, ieri, aveva il suono delle pale dell’elicottero dei vigili del fuoco, atterrato e ripartito sul piazzale dell’ospedale Misericordia. L’ultimo viaggio fatto dalla piccola Dayana Arlotti, la bambina di cinque anni che figurava ancora nella lista dei dispersi della Concordia, è stato quel volo dall’isola del Giglio, dove il suo corpo è stato recuperato ieri nel primo pomeriggio, insieme a quelli di altre tre persone. Adulte, loro, ancora senza nome. L’unica ad essere stata riconosciuta a colpo d’occhio è la bambina di Rimini, che era partita con il babbo William per una vacanza dalla quale non è tornata. La mamma della piccola Dayana è stata avvertita dal suo avvocato Davide Veschi. Silenzio, all’altro capo del telefono, poi un pianto disperato. L’avvocato è salito in auto con la donna che bieri sera è voluta venire a Grosseto «per stare accanto alla mia piccina».
All’ospedale Misericordia è scattato il protocollo di emergenza già collaudato dall’Asl 9 di Grosseto per sostenere i parenti dei dispersi. Davanti all’obitorio, ieri sera però, non c’era nessuno. Impossibile sapere di chi sono quei quattro corpi che ieri pomeriggio sono arrivati al Misericordia. Serviranno ora le autopsie e soprattutto l’esame del dna, che verranno effettuate dalla polizia scientifica di Roma con i suoi medici legali.
L’incarico, comunque, non è ancora stato dato. Gli uomini della questura, guidati da Michele Laratta non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte dei magistrati, anche perché, il ritrovamento dei corpi di altre quattro persone e l’individuazione di altri quattro cadaveri all’interno della nave è avvenuto ieri proprio quando la Procura di Grosseto ha spiccato altri sette avvisi di garanzia.
Per capire che aria tirava ieri al Misericordia, bastava guardare in faccia chi per tutto il giorno si è dato da fare su quel piazzale. Il personale del 118, con il responsabile Augusto Biagioni in testa, i vigili del fuoco, i volontari della Misericordia e i dipendenti della San lorenzo Servizi che hanno fatto la spola con il loro carro funebre per portare le salme all’obitorio, dove sono state messe nelle celle frigorifere.
Oggi a Grosseto sarà un’altra giornata di dolore. Quella del riconoscimento della bimba da parte della madre. Susy Albertini da ieri sera è a Grosseto, protetta dal suo avvocato. Arrivata in città per il compito più difficile, quello del riconoscimento della piccola.
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