Toscana
Dopo quattro mesi tornano in via Giotto le strisce pedonali
Efficaci le proteste dei residenti sul nostro giornale Pini (circoscrizione 4) : «Bisogna sistemare via di Collinaia»
LIVORNO
In via Giotto è ricomparsa la segnaletica orizzontale. Ci sono voluti quasi quattro mesi, durante i quali i cittadini della zona non hanno mai smesso di denunciare la mancanza degli attraversamenti pedonali lungo la via nel quartiere La Leccia, dopo che il manto stradale era stato riasfaltato.
«Le operazioni saranno eseguite a breve», aveva detto pochi giorni fa Federico Pini, presidente della Circoscrizione 4, intervenuto sulla questione dopo la segnalazione pubblicata sul nostro giornale. E così è stato. Anche se con notevole ritardo. «Come circoscrizione ci siamo mossi tempestivamente - spiega Pini - sia per tappare le buche in zona, sia per chiedere informazioni sulla segnaletica mancante».
Il disguido è presto spiegato: per il rifacimento di via Giotto sono stati fatti due diversi appalti, i cui bandi di gara, pur essendo concomitanti, hanno tempistiche diverse. Proprio la Circoscrizione 4 sta testando un programma informatico sperimentale per le manutenzioni ordinarie. «Con questo sistema è possibile monitorare lo stato di avanzamento degli interventi - prosegue - e già il 30 dicembre scorso avevamo segnalato il problema».
La questione che preoccupa Pini, semmai, è un’altra: «Via di Collinaia è una strada pericolosa, le macchine viaggiano a forte velocità. Sembra di essere in un autodromo». I possibili rimedi? Le rotatorie sono utili per diminuire la velocità dei veicoli in transito, ma costruirne altre sarebbe troppo costoso. I semafori rischiano invece di congestionare il traffico. E i dissuasori sull’asfalto, a norma di legge, non possono essere alti che pochi centimetri, risultando in pratica inutili.
Una soluzione originale, già presentata all’assessore Bettini e discussa in Comune, sarebbe quella di restringere la carreggiata a una sola corsia, costruendo sulla strada una pista ciclabile dedicata (garantendone la massima sicurezza). «Crediamo sia preferibile perdere qualche secondo dietro a un’auto più lenta - conclude Pini - piuttosto che sfrecciare a grande velocità e causare incidenti, purtroppo a volte anche mortali».
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