Gioco
Assolto Cardosi, ora riavrà la pistola
L’ex vigile urbano era accusato di possedere un’arma non registrata, era stata trovata in casa sua dopo lo sgombero
LIVORNO. Mancano pochi minuti alle 15 quando il giudice Gioacchino Trovato pronuncia la formula con la quale assolve l’ex vigile urbano Gianpaolo Cardosi, 69 anni, dall’accusa di aver detenuto illegalmente una pistola Beretta calibro 7,65 nella sua casa di via Brigate Garibaldi, in zona Fabbricotti.
«Non ci sono prove sufficienti», spiega il giudice citando il secondo comma dell’articolo 530 e disponendo, tra l’altro, che l’arma venga restituita al sessantanovenne.
«È una bella vittoria – spiega dopo la sentenza il legale di Cardosi, l’avvocato Carlo Sacchelli (nella foto piccola) – anche perché al termine della requisitoria il pm aveva chiesto un anno di reclusione e seicento euro di multa».
L’indagine era partita il 10 marzo 2010 quando i carabinieri, in seguito al pignoramento dell’appartamento dell’ex vigile, eseguirono un sopralluogo all’interno della casa al secondo piano di via Garibaldi. Nell’armadio, in mezzo a centinaia di vestiti, saltò fuori l’arma. «Era in una busta – racconta chi l’ha trovata – e c’erano anche sette munizioni. Si vedeva che non era nuova ma dava l’impressione di essere perfettamente funzionante».
Ci sono volute quattro udienze per ricostruire la provenienza dell’arma. «L’ho comprata negli anni Settanta da un amico di Piombino – ha raccontato Cardosi quando è stato ascoltato durante il processo – e l’ho regolarmente registrata alla Questura di Livorno».
Dagli accertamenti disposti dal giudice, però, i documenti che dimostrerebbero la regolare detenzione della pistola non sono mai venuti fuori. Scrive nella relazione l’agente incaricato dal tribunale: «Dall’analisi del fascicolo relativo al Cardosi negli archivi della Questura di Livorno è emerso che già nel gennaio 2007 non risultava avere armi registrate né detentore di licenze in materia di armi».
L’ex vigile urbano, in causa con il Comune di Livorno da 32 anni dopo essere stato sospeso dal servizio, ha anche spiegato di come quella pistola fosse stata usata nell’agosto del 1977 durante un blitz antidroga che lo stesso Cardosi avrebbe fatto compiuto a Viareggio. Anche su questo episodio gli accertamenti compiuti dalla Questura non hanno trovato conferme nonostante esista un documento che riepiloga l’operazione, ma che della pistola non fa menzione.
L’ultimo scrupolo è stato quello di disporre un sopralluogo nel magazzino dove sono conservati gli effetti personali di Cardosi e dove si troverebbe la registrazione della pistola. Non è chiaro quale sia stato il risultato della ricerca e se sia stato effettivamente computa, tant’è che il giudice ha assolto Cardosi nell’ennesimo procedimento penale a suo carico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
