Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Lungo vertice in Procura con Deidda e De Falco

di Pierluigi Sposato

Costa Concordia, magistrati al lavoro anche ieri fino a tarda sera L’incontro con il procuratore generale di Firenze è durato un paio d’ore

2 MINUTI DI LETTURA





 

GROSSETO

Il procuratore generale presso la Corte di appello di Firenze, Beniamino Deidda, è stato di nuovo ricevuto dal procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, per parlare dell’inchiesta sul disastro di Costa Concordia. L’incontro è avvenuto ieri mattina, negli uffici della Procura, ed è terminato poco dopo le 12,30. Deidda, che ha incontrato anche gli altri pm titolari dell’inchiesta, è stato accompagnato da Verusio fino al cortile: è quindi risalito sull’Audi scura di servizio e accompagnato dalla scorta ha fatto ritorno a Firenze.

Dovrebbe essersi trattato di un incontro di semplice aggiornamento sullo stato delle indagini, tra l’altro giunte in prossimità di un’altra svolta, rappresentata dalla ventilata possibilità di nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Un incontro non diverso nello spirito da quello analogo del 25 gennaio, quando Deidda era giunto in via Monterosa soltanto per essere tenuto al corrente del corso dell’inchiesta e non per dare suggerimenti né tantomeno per avocare le indagini. Verosimilmente, Verusio e Deidda hanno parlato delle prossime mosse della Procura, comprese l’eventualità del ricorso in Cassazione e l’audizione del fotografo di bordo che ha girato il video trasmesso dal Tg5.

Due ore di incontro conDeidda e poi procuratore e sostituti si sono riuniti nuovamente per fare il punto con altri tre collaboratori: Gregorio De Falco, capo della capitaneria di porto di Livorno, Vincenzo Cascio, tenente di vascello esperto di sicurezza della navigazione, Andrea Lachi, capitano del nucleo investigativo dei carabinieri.

Insomma, un sabato di lavoro che si è concluso soltanto a sera inoltrata. Luci ancora accese fino a poco prima di cena. Segnale evidente che la settimana entrante è di importanza strategica per la Procura, che vede avvicinarsi la data dell’incidente probatorio del 3 marzo.

In via Monterosa ieri è anche arrivata la notizia - informale - della non positività di Francesco Schettino ai test anti droga. Gli investigatori avanzano qualche ipotesi sul “giallo” della presenza di cocaina sui capelli e nell’involucro ma non nei metaboliti della droga nei capelli del comandante. «Potrebbe essere stata anche una semplice carezza sui capelli di Schettino a determinare quel risultato», riferisce una fonte investigativa.

Altri servizi a pag.8

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa