Attenzione
Il Comune presenta il conto alla Chiesa
Ici: ottantamila euro di imposte per sette istituti di congregazioni religiose dopo le misure annunciate dal governo Monti
LIVORNO. Il giro di vite annunciato dal premier Monti per l’Ici sui beni commerciali della Chiesa potrebbe garantire almeno 80mila euro in più all’anno alle casse del Comune.
Accertamenti per sette scuole. Il provvedimento dovrebbe mettere un punto fermo nell’intricata giurisprudenza tributaria in materia di beni e istituti cattolici, prevedendo l’esenzione totale solo per gli spazi destinati esclusivamente alle attività di culto (come le chiese). Per i metri commerciali (anche all’interno di edifici “misti”) l’imposta sarebbe invece dovuta. Dall’ufficio bilancio del Comune confermano che in città sono già stati individuati sette istituti scolastici di proprietà di enti religiosi (non gestiti direttamente dalla diocesi, ma dalle congregazioni) che almeno negli ultimi cinque anni - tra opposizioni, battaglie legali e accertamenti schivati - non hanno mai pagato l’Ici.
Gruzzolo in cassaforte. Considerando solo questi istituti, l’imposta sugli immobili che il Comune è pronto a incassare con certezza ogni anno dopo l’approvazione del decreto ammonta a circa 80mila euro (400mila se Palazzo Civico riuscisse a recuperare anche il gettito degli ultimi cinque). Per le strutture nel mirino, chiariscono dal municipio, «la nuova legge non cambia l'importo dovuto in quanto attrae nel campo d'imposizione beni per i quali non veniva pagata alcuna imposta. In più i beni occupati sono di categoria B, per cui l'Imu non ha previsto un aumento del moltiplicatore per determinare il valore imponibile».
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